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Prevenzione/Contenimento attacchi fungini

Shell

Giardinauta
Ciao a tutti,

quest'estate ho avuto un problema di funghi (mi hanno detto rizoctonia) che ho combattuto con il Gemini (procloraz puro 34,8g - propiconazolo puro)

Purtroppo a causa di questo autunno così mite (sono a sud di Milano)mi hanno lasciato ancor a strascichi, e ho dovuto ripetere più volte il trattamento.

Il prato si è un po' rovinato, così ho fatto una trasemina ad ottobre (di cui avrò i pieni risultati in primavera) ma vorrei prevenire o contenere sul nascere eventuali problemi con il rialzo delle temperature.

Che tipo di trattamento mi consigliate (quando e con quale frequenza) per un primo intervento e con quale prodotto ? Ho letto bene dell'Ortiva (compo o syngenta è la stessa cosa?).

Grazie, Shell

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white sand

Moderatore Sez. Prato
Membro dello Staff
Devi stare molto attento alla frequenza con cui usi i fitofarmaci. Usarli in maniera troppo frequente rischia di creare resistenza e quindi alla lunga inutili. L'azoxystrobin è un ottimo fitofarmaco da usare con elevata moderazione. Se l'insorgere di malattie è una costante nel tuo prato, devi cercare innanzitutto di evitare al meglio tutte le cause che possono provocarle. Quindi in ordine le concimazioni, l'irrigazione e i ristagni del terreno.
Per uso puramente preventivo si deve intervenire solo quando ci sono le condizioni critiche ad alta probabilità che una malattia si sviluppi.
 

Shell

Giardinauta
Ciao White sand, scusa il ritardo nei ringraziamenti per la risposta, ho avuto un blackout tecnologico :)

Il problema è che da settembre praticamente non ho più irrigato, ma le temperature sono rimaste altissime per tutto l'autunno (ed anche ora non è che faccia davvero freddo) e l'umidità naturale molto forte (soprattutto di notte), per cui il fungo si è ripresentato anche dopo la trasemina ed ho fatto un ulteriore trattamento (dopo quello in estate - sempre inteso come due volte a distanza di 15/20 gg)

Adesso non vorrei che in primavera (quando il resto dei semi crescerà e tapperò gli ultimi buchi) trovarmi di nuovo che l'erba subito dopo si rovina.

Concordo con te sull'eccesso di antifungino, per cui volevo proprio chiedervi consiglio sul momento e modalità ideali per un primo intervento tempestivo (e spero unico) che blocchi la cosa sul nascere.

In termini preventivi la concimazione è assoultamente regolare (Azotata in primavera, da giugno in poi K sino a ottobre). Irrigazione con frequenza massima ogni 2gg nel periodo più caldo, effettuata al mattino presto).

Secondo te devo aspettare i primi sintomi o posso agire preventivamente quando si creano quelle che tu dici sono le "condizioni critiche ad alta probabilità che una malattia si sviluppi" ? concretamente come li definiresti ?

Grazie, Shell

PS: Ortiva marca compo o syngenta sono la stessa cosa?
 

Shell

Giardinauta
Ciao a tutti.

Mi sono procurato l'ortiva, per cui sono pronto ad ogni evenienza ;-)

Per uso "puramente preventivo" di cui parlava white sand, quali sono le "condizioni critiche ad alta probabilità che una malattia si sviluppi", ovvero il periodo ideale per prevenire la malattia ?

Io pensavo tendenzialmente da aprile, o comunque quando le temperature diurne sono stabilmente sopra i 20° e quelle notturne sopra i 10°, con presenza di elevata umidità.

Potete darmi un vostro parere ?

Grazie, Shell
 

white sand

Moderatore Sez. Prato
Membro dello Staff
Se vuoi applicare sul tuo terreno una metologia preventiva per ogni evenienza sappi che in questo modo sarai sempre come il cane alla catena. Ogni stagione presenta le proprie malattie ed ogni malattia è frutto di alcuni errori. Questi errori a volte sono indiretti (esempio composizione del terreno, condizioni climatiche di umidità e pioggia eccessiva) altre invece sono dirette (scarse o eccessive concimazioni, irrigazioni, altezza di taglio, quantità di feltro....ecc....ecc). Ti consiglio sempre di tenere l'occhio vigile sul prato e non eccedere mai con nulla, affidarti a concimi validi per il prato e imparare a conoscerlo. Le malattie (le più disparate) sono quasi tutte frutto di eccessi azotati e ristagni idrici. Perciò bisogna andarci cauti.
Come disse il primario Cigolo, ad aggiungere acqua (e concimi) si fa sempre a tempo, mentre a toglierli no
 

Grappino

Esperto Sez. Prato
I trattamenti preventivi lasciateli a chi ci lucra sul prato e non può permettersi la magagna quando il prato fa soldi! Noi che siamo appassionati e fruitori personali impariamo a conoscere i limiti del nostro prato. Ne guadagnano di soldi, ambiente e salute, conoscenza, soddisfazione!
 

Kingcarl67

Aspirante Giardinauta
Devi stare molto attento alla frequenza con cui usi i fitofarmaci. Usarli in maniera troppo frequente rischia di creare resistenza e quindi alla lunga inutili. L'azoxystrobin è un ottimo fitofarmaco da usare con elevata moderazione. Se l'insorgere di malattie è una costante nel tuo prato, devi cercare innanzitutto di evitare al meglio tutte le cause che possono provocarle. Quindi in ordine le concimazioni, l'irrigazione e i ristagni del terreno.
Per uso puramente preventivo si deve intervenire solo quando ci sono le condizioni critiche ad alta probabilità che una malattia si sviluppi.
10 minuti di applausi a scena aperta.
 

Kingcarl67

Aspirante Giardinauta
Se vuoi applicare sul tuo terreno una metologia preventiva per ogni evenienza sappi che in questo modo sarai sempre come il cane alla catena. Ogni stagione presenta le proprie malattie ed ogni malattia è frutto di alcuni errori. Questi errori a volte sono indiretti (esempio composizione del terreno, condizioni climatiche di umidità e pioggia eccessiva) altre invece sono dirette (scarse o eccessive concimazioni, irrigazioni, altezza di taglio, quantità di feltro....ecc....ecc). Ti consiglio sempre di tenere l'occhio vigile sul prato e non eccedere mai con nulla, affidarti a concimi validi per il prato e imparare a conoscerlo. Le malattie (le più disparate) sono quasi tutte frutto di eccessi azotati e ristagni idrici. Perciò bisogna andarci cauti.
Come disse il primario Cigolo, ad aggiungere acqua (e concimi) si fa sempre a tempo, mentre a toglierli no
Altri 10 minuti di applausi ininterrotti.
Aggiungo soltanto che in natura non esistono fitofarmaci e non esistono attacchi funginei che durano più di una stagione.
Se non si è disponibili ad aspettare che l'attacco fungineo passi e se si vuole evitare di sprecare tempo e molti soldi in trattamenti mediante prodotti tossici e cancerogeni, è più che sufficiente seminare un po' di prato in più in una zona separata (ad esempio nell'orto) in maniera tale da avere a disposizione GRATUITAMENTE un numero pressochè infinito di "zolle" che possono essere immediatamente intercambiate con quelle rovinate dagli eventuali attacchi funginei. Non ci vuole una scienza... Basta un po' di buonsenso.
Parlando con un amico vivaista (di oltre 65 anni), mi ha detto testualmente che "il suo vero business" è stato negli ultimi 30 anni, vendere i suoi prodotti ai clienti che se ne prendono cura bagnandoli con l'acqua dell'acquedotto!
In pochissimi sanno infatti che, contrariamente all'acqua piovana, l'acqua dell'acquedotto è estremamente calcarea... Traetene le vostre considerazioni in merito: sarà un caso se chiunque possegga un impianto d'irrigazione è soggetto ad attacchi funginei molto di più di chi non lo possiede?
Buone riflessioni a tutti...
https://pantagruel2020.wordpress.co...ot-un-francese-che-coltiva-ortaggi-senzacqua/
 
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