Penso che le variazioni rispetto alla clorosi dipendano dalla genetica di ogni singola pianta. Anch'io ho un gruppo di ortensie piantate una accanto all'altra eppure c'è quella che mostra sintomi di clorosi e quell'altra bella verde.
La clorosi dipende non solo e non tanto dalla disponibilità degli elementi nutritivi nel terreno ma dalla capacità della pianta di assorbirli, ed è noto che le ortensie non ci riescono se il terreno non tende all'acido. Perciò a fine stagione, con le piante a riposo vegetativo, se vuoi provare a migliorare lo stato delle terreno ammendalo con concimi acidificanti o semplicemente interrando zolfo.
Per quanto riguarda il mal bianco, il virare al rossiccio ritengo sia il risultato dell'attacco del fungo che impoverisce fino a far morire le cellule della foglia. La lotta contro questa malattia si basa su interventi periodici (cioè con intervalli da 7 a 14 gg, diciamo per tutto il periodo di maggior vigore delle piante) con fungicidi specifici (il rame non lo è): il più antico è lo zolfo ma io ti consiglio di acquistare uno tra i tanti anti-oidici di sintesi, disponibili nelle linee garden di parecchi produttori, che sono più facili da impiegare.