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Fradice o secche?

P

PierGiorgio

Guest
Sembrerebbe una questione neanche da porre, ma il dubbio mi è venuto e vi spiego perchè.
Mi hanno regalato il mese scorso 3 grassine, due mammillarie e un'euphorbia obesa.
Il loro terriccio era completamente fradicio d'acqua e anche le altre piante grasse di chi me l'ha regalate (una vicina e una zia) erano nelle stesse condizioni. Anzi, addirittura mia zia ne teneva 4 - tutte belle fiorite - in un vassoio pieno d'acqua, diciamo a bagnomaria.
Bene. Le piante stavano tutte benissimo, chi con fiori chi senza, ma tutte belle.
Ora, io l'ho rinvasate, cambiando terriccio e tenendole abbastanza asciutte (come ho scritto in un altro post, la mia composta si asciuga velocemente).
Per adesso continuano a stare tutte bene.
Che ne pensate?

PG
 

reginaldo

Florello Senior
In questo periodo di crescita l'acqua fa solo bene, ma attenzione anon pretendere troppo, specialmente con il vassoio pieno d'acqua.
In questi giorni è piovuto tanto, i sottovasi sono pieni d'acqua, dove è stato possibile arrivarci ho tolto, ma altri sono rimasti pieni. La mia esperienza è positiva e cioè ho gia sperimentato che l'aquua piovana in genere non produce danni e presto evapora.
Ciao
reginaldo
 
P

PierGiorgio

Guest
Grazie Reginaldo, sempre preciso e gentile. :) :)
Quindi io che le annaffio ogni 6-7 giorni faccio male? il terriccio dove sono è quasi sempre asciuttissimo. :confused:

PG
 

Andrea B

Giardinauta
PierGiorgio ha scritto:
Grazie Reginaldo, sempre preciso e gentile. :) :)
Quindi io che le annaffio ogni 6-7 giorni faccio male? il terriccio dove sono è quasi sempre asciuttissimo. :confused:

PG
Difficile dare consigli sulla frequenza delle annaffiature; oltre alle piante che hanno esigenze diversissime, entrano in gioco tanti fattori che variano moltissimo il tempo di asciugatura (umidità dell' aria, ventilazione, dreanaggio e porosità del terreno, vasi di coccio o plastica, temperatura, periodo di crescita, esposizione ecc.). In maniera molto generica posso dirti che è sempre meglio fargli soffrire un po' la sete che annegarle; a parte il rischio di perderle, annaffiature troppo ravvicinate portano ad una crescita esagerata che le indebolisce e le espone più facilmente agli attacchi di parassiti e funghi. E' importante sapere da dove provengono, quidi con una ricerca in rete adeguare le condizioni a quelle dei luoghi d' origine; ad esempio le Messicane sono quelle che hanno meno esigenze idriche, mentre quelle provenienti dal sud america richedono umidità più costante. Per non dover impazzire (non è semplice ricordarsi quando hai annaffiato una determinata pianta e poter comunque annaffiarle quasi sempre insieme) utilizzo differenti composizioni del terreno a seconda delle esigenze: quelle che vogliono meno acqua le rinvaso con molto inerte, diminuendolo a seconda di quanta acqua in più gradiscono. In questo modo quelle che devono asciugare in fretta la faranno lo stesso anche se vengono annaffiate più frequentemente di quanto gradirebbero, e assorbono meno nutrienti, quindi crescono poco come in natura.
Col tempo imparerai a "leggere" i segnali che le piante manifestano, sia per carenza che per esubero di acqua.

Ciao

Andrea
 
C

coccinella83

Guest
..io sono solita bagnarle in inverno ogni 15 giorni..in mezza stagione una volta la settimana..e in estare anche ogni 3-4 giorni..pero' mi fido sempre delle mie mani..prima sento il terriccio dentro il vaso, e se è completamente asciutto bagno-e sempre con parsimonia-...anche xè dipende molto dalla composizione del terreno..:ros: così nn mi sono mai morte nè di sete nè di troppa acqua...
 
R

Ravenala

Guest
Andrea B ha scritto:
Difficile dare consigli sulla frequenza delle annaffiature; oltre alle piante che hanno esigenze diversissime, entrano in gioco tanti fattori che variano moltissimo il tempo di asciugatura (umidità dell' aria, ventilazione, dreanaggio e porosità del terreno, vasi di coccio o plastica, temperatura, periodo di crescita, esposizione ecc.). In maniera molto generica posso dirti che è sempre meglio fargli soffrire un po' la sete che annegarle; a parte il rischio di perderle, annaffiature troppo ravvicinate portano ad una crescita esagerata che le indebolisce e le espone più facilmente agli attacchi di parassiti e funghi. E' importante sapere da dove provengono, quidi con una ricerca in rete adeguare le condizioni a quelle dei luoghi d' origine; ad esempio le Messicane sono quelle che hanno meno esigenze idriche, mentre quelle provenienti dal sud america richedono umidità più costante. Per non dover impazzire (non è semplice ricordarsi quando hai annaffiato una determinata pianta e poter comunque annaffiarle quasi sempre insieme) utilizzo differenti composizioni del terreno a seconda delle esigenze: quelle che vogliono meno acqua le rinvaso con molto inerte, diminuendolo a seconda di quanta acqua in più gradiscono. In questo modo quelle che devono asciugare in fretta la faranno lo stesso anche se vengono annaffiate più frequentemente di quanto gradirebbero, e assorbono meno nutrienti, quindi crescono poco come in natura. Col tempo imparerai a "leggere" i segnali che le piante manifestano, sia per carenza che per esubero di acqua.

Ciao

Andrea

Mi sembra eccellente come metodo.
Tra tutti i metodi che ho sperimentato è quello che mi ha arrecato meno danni.

Ciao
 
B

bobino

Guest
"Col tempo imparerai a "leggere" i segnali che le piante manifestano, sia per carenza che per esubero di acqua"

...questo il metodo che ho usato fino dall'inizio insieme a una buona ricerca della provenienza delle piante.
Te lo dicono proprio quando han bisogno di acqua, di un rinvaso :)
 
P

PierGiorgio

Guest
Grazie a tutti, siete veramente efficienti. In realtà, ad occhio, il metodo l'avevo intuito, ma ero rimasto perplesso per queste 3 piante che mi avevano regalato che erano veramente "borfe" (come si dice in perugino :D ) cioè fradice e però allo stesso tempo stavano molto bene. Cmq, seguirò i vostri consigli. Ho quasi finito di completare l'elenco delle mie cicce e la loro provenienza, così poi le suddivido bene bene. :)
 
R

Ravenala

Guest
PierGiorgio ha scritto:
Grazie a tutti, siete veramente efficienti. In realtà, ad occhio, il metodo l'avevo intuito, ma ero rimasto perplesso per queste 3 piante che mi avevano regalato che erano veramente "borfe" (come si dice in perugino :D ) cioè fradice e però allo stesso tempo stavano molto bene. Cmq, seguirò i vostri consigli. Ho quasi finito di completare l'elenco delle mie cicce e la loro provenienza, così poi le suddivido bene bene. :)

Per quello che può valere la mia esperienza ti dico di "non fidarti" delle piante quando le vedi che bevono più del dovuto, ti stanno fregando.

La maggior parte delle piante le ho perse così, illudendomi che potessero bere più del dovuto, impunemente. Non è così. Non è nella loro natura.

L'hanno scorso una bombicina, che avevo da parecchi anni ed era diventata bellissima, aveva cominciato a bere a più non posso. Più l'annaffiavo e più cresceva e più diventava bella. Ho smesso di innaffiarla a settembre.
A novembre l'ho trovata completamente marcia. Sgonfia, implosa.
l'ingorda.
Non ti fidare quando bevono. Soprattutto con l'Euphorbia obesa, che è delicatissima.

ciao
 

Danilis

Apprendista Florello
Bene, visto che avete tirato in ballo la discussione delle annaffiature vi pongo un problema che ho notato oggi su un mio Echinofossulocactus (Stenocactus che dir si voglia): Ho infatti notato che fra una costolatura e l'altra (soltanto alcune, non tutte) ci sono delle spaccature. Mi sono detto subito che il problema potesse esser dovuto al fatto che è da una settimana circa che prendono acqua piovana a più non posso a causa delle piogge e che quindi la pianta si sia gonfiata a causa dell'annaffiatura abbondante e che, arrivata a un certo punto si sia spaccata ai lati. Però ho molti dubbi perchè mi sembra molto strano che si possa spaccare così e inoltre tra una pioggia e l'altra (due in totale questa settimana) il terreno si è asciugato completamente nell'arco di 2 giorni.

Ad ogni modo la pianta sta benissimo, cresce, è esposta al pieno sole durante tutto l'arco del pomeriggio, insieme alle altre e non hanno problemi, anzi stanno benissimo!
 

reginaldo

Florello Senior
Siamo appena usciti dall'inverno, ma non completamente, l'epidermide è abbastanza debole, per cui la pianta non fatto intempo a svilupparsi e quindi è scoppiata. Col tempo tenderà chiudersi, ma il segno rimarrà. Vigila affinchè non sorgano funghi, Non annaffiare e nemmeno fai prender acqua da cielo.
Ciao
reginaldo
 

sabbia

Aspirante Giardinauta
io lo stenocactus lo tengo sempre all'acqua piovana, ed è un bel po' che ce l'ho.......non mi ha mai dato probl, ora che però si è fatto bello, voglio spostarlo più all'asciutto... comunque non mi pare soffra eccessivamente l'umidità se poi il terreno facilita ad asciugarsi...inoltre quest'anno mi ha fatto ben dodici fiori!!
 
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