Ciao,
i fiorai non producono nulla, comprano e basta.
Di conseguenza si riempiono il negozio di fiori che devono essere venduti in breve tempo per essere sostituiti da quelli nuovi.
Prendiamo, per esempio, le mimose. Prima dell'8 marzo i negozi ne saranno pieni. Dal 9 o 10 marzo tutte le mimose invendute verranno buttate. Primo perché nessuno compra la mimosa dopo l'8 marzo. Secondo perché è un fiore che deperisce molto velocemente.
Stesso discorso con le primule, le piantine di verdura etc.
Chi compra piante "da appartamento" invece non lo fa' in modo stagionale (una draceana si compra tutto l'anno).
Ma qui c'è il discorso delle dimensioni delle piante. Tutte le piante crescono e, trovandosi bene, anche in negozio vanno svasate, bagnate, concimate e, crescendo, tolgono spazio ad altre piante.
Inoltre le piante grandi sono più difficili da vendere perché sono più costose e perché la gente, mediamente, non ha posto dove metterle.
Quando raggiungono una certa dimensione vengono eliminate o ne rimane qualche esemplare perché "qualche bel pezzo in negozio serve sempre come vetrina".
Discorso quasi uguale ma leggermente diverso per i vivai. Loro, se producono in proprio, mettono in conto uno spreco ma, avendo magari delle serre molto grandi, si possono permettere di dilatare i tempi, tenendo i fiori più a lungo.
In questo caso faccio l'esempio dei crisantemi, altro fiore stagionale. Passato il periodo di fioritura dei cimiteri i vivai possono anche prendere i vasi invenduti e, dopo averli potati, tenerli da una parte, per riutilizzarli l'anno dopo.
Il negozio non ha lo spazio per fare questo. Non può tenere 30 vasi di crisantemo che, fino ad ottobre dell'anno dopo, nessuno comprerà mai, dedicando tempo per le potature, per l'acqua, per il concime.
I vasi invenduti nei negozi vengono quindi buttati.
Ste