Per me è e resterà sempre improprio diagnosticare da una foto. La diagnostica fitopastologica, salvo che per le malattie più comuni e "facili", attualmente non ammette più un approccio semplicemente visivo in campo.
E' il caso del fitoplasma della flavescenza dorata (la cui effettiva presenza viene oggi rilevata tramite diagnostica molecolare, tecnica PCR), ma delle carenze nutrizionali, le quali presentano quadri diversificati a seconda dei vitigni e dell'epoca dell'osservazione e direi anche sintomatologicamente difficili da discriminare (es. l'acinellatura su barbera può essere causata da andamento climatico sfavorevole, da virosi, da carenza di boro, di potassio, da fattori genetici a livello di singoli ceppi); peraltro, dal punto di vista agronomico, la valutazione di eventuali carenze si avvale di analisi del terreno e diagnosi fogliare (la quale prevede un suo specifico protocollo di campionamento proprio perchè in campo le variabili in gioco possono essere assai ampie).
In conclusione, per quella che è mia conoscenza e coscienza, trovo inadeguato tirare determinazioni da una foto, e allora se è giusto richiamare che in campo le condizioni non sono mai identiche perchè poi suggerire provvedimenti quando non si ha contezza sicura della diagnosi? Vero è che stiamo parlando di piante e non di esseri umani, ma non cambia il concetto, ossia che una cosa è scienza e altro è empirismo del 'prova a dare'. Tutto il resto è, come dire, "filosofia agraria", ossia materia dove ognuno può asserire ciò che vuole in quanto per definizione essa è opinabile.
Ciao
P.S. Un elemento che concorre nella diagnostica è l'epidemiologia, o per dirla più semplice la probabilità di rischio di una data malattia in una data zona e/o periodo. A questo riguardo in Piemonte la flavescenza è ormai larghissimamente diffusa, e se mi dici il tuo Comune posso anche precisarti se c'è rischio effettivo. Indipendentemente da cosa abbiano in realtà le tue viti tieni presente quanto sopra, trattandosi di malattia soggetta a lotta obbligatoria.