Ciao,
tra concimi per orchidee e terricole c'è una differenza, ed è il contenuro in sali.
Le orchidee epifite sono sensibili al contenuto in sali, perché le loro radici sono bagnate dalla pioggia, direttamente, oppure sui tronchi degli alberi o nel substrato nel quale crescono. I nutrienti sono quindi molto diluiti. I concimi per orchidee sono composti da sali di azoto, potassio, etc. come gli altri, ma non ci devono essere sali "spuri", che invece per le terricole non causano problemi. Perciò i concimi specifici per orchidee dovrebbero essere molto puri. Anche tra orchidee epifite ci sono differenze: quelle di ambienti molto umidi (Pleurotallidine, etc.) sono più sensibili di una Lelia rupicola. Per le orchidee non epifite, quali i Cymbidium, è ovviamente meno importante.
Inoltre la concimazione delle orchidee va impostata in maniera differente rispetto alle terricole alle quali siamo abituati.
Riguardo a composizione e quantità da applicare (concentrazione e frequenza) bisogna tenere presente alcuni elementi oltre a quelli esposti sopra.
Proprio perchè crescono in condizioni di scarsezza di elementi nutritivi, le orchidee li accumulano continuamente nei pseudobulbi o nei loro tessuti e poi crescono lentamente. Non si comportano come piante annuali che da un seme in pochi mesi producono 30,60, anche 100 volte il peso del seme in sostanza secca e devono assorbire rapidamente una grande quantità di elementi nutritiv altrimenti non crconoi. Le orchidee epifite simpodiali adulte (Dendrobium, Oncidium, etc.) adulte raddoppiano il loro peso in due o tre anni se va bene. Una monopodiale adulta, come una Phal, molto meno. Perciò l'effetto del concime su una annuale si vede nel giro di giorni o settimane, su una orchidea si vede nel giro di uno o più anni
Quanto alla composizione molti si rifanno a uno studio di una università americana, MSU, che, in base a sperimentazioni eseguite, affermava che le orchidee hanno scarso bisogno di fosforo (il P di N-P-K). Perciò usano la formula "MSU" 13-3-15 più microelementi e calcio+magnesio se usano acqua da pioggia o osmotica. Altri preferiscono la formula "bilanciata", cioè tutti gli elementi uguali 10-10-10 o 20-20-20 etc., ma non c'è un vero studio che comprova questa formula, che io sappia.
Quindi come principio le concimazioni dovrebbero apportare i nutrienti nel rapporto che la pianta all'incirca richiede durante una anno.
Quanto alle quantità, se si guarda ai consumi veri in base agli accrescimenti di sostanza secca, si scopre che alle dosi raccomandate si apporta molto più di quello che la pianta assorbe. Perciò alla fine, la formula del concime ha poca importanza, mentre è bene non eccedere per non sprecare soldi, favorire i funghi che deteriorano il substrato, etc.
Nella coltivazione casalinga, dato che le condizioni non sono ideali, gli accrescimenti sono modesti, e la fertilizzazione è ancora meno importante, rispetto a luce, umidità, temperatura, etc. Anche tra professionisti del settore è opinione comune che la fertilizzazione è un elemento secondario sia per piante giovani che per piante adulte.
In conclusione, non aspettatevi dal concime miracoli e non attribuitegli ottimi o pessimi accresciment e fioriture, almeno in prima battuta.
Ricordo sempre che alla mia prima orchidea, una Phal, per due o tre anni ho dato solo acqua del rubinetto. Ogni anno perdeva due foglie e ne faceva altre due, lo stesso per le radici, fioriva, gli steli seccavano. Alla fine l'unica produzione vera erano i fiori. Riceveva poca luce, ma stava bene e fioriva senza concime.
Ciao
Carlo