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Siamo assuefatti dalla tecnologia?

njnye

Florello Senior
Di recente, complice una scorpacciata del telefilm Black Mirror, mi sono trovata a riflettere sul mio rapporto con la tecnologia e, tristemente, ho scoperto che non mi causa più stupore. Vorrei capire se riguarda solo me che me ne occupo per lavoro (e quindi sono un caso a parte) oppure è un sentimento abbastanza diffuso. Qui spiego la riflessione originaria.
Voi che ne pensate? La tecnologia ci migliora davvero la vita oppure ormai è solo un'esasperata ricerca dell'intrattenimento che sembra sempre più difficile da ottenere? Qualcuno si sorprende mai del fatto che la potenza di calcolo che 50 anni occupava una stanza oggi può stare in una mano? Qual'è l'ultima cosa che vi ha fatto pensare "ah questa cosa cambierà il mondo?". Io l'avevo pensato la prima volta che ho usato Internet, ormai 20 anni fa. Da allora più nulla di paragonabile...
 

veciamarta

Giardinauta Senior
Bella riflessione!
Personalmente se ripenso a quando disegnavo e inchiostravo a mano le mie tavole a fumetti, dove un errore d'impostazione del disegno (magari già inchiostrato) mi faceva eh... bestemmiare... e poi mi rivedo ora che con un pc, uno scanner, e i giusti programmi, riesco a fare la stessa cosa ma senza il delirio di prima... Io ringrazio e ancora mi sorprendo di quanto la tecnologia - nel mio caso- mi sia stata di grande aiuto :love:.

Tornando al succo del tuo discorso, l'ultima volta che ho pensato a quanto quell'invenzione fosse geniale, è stata con l'avvento della stampante 3D!

La tecnologia genera strumenti per cui credo che ad un certo punto, com'è avvenuto con l'invenzione delle matite, delle penne, i fogli di carta, una volta entrati nell'uso comune, non si faccia più caso. Si finisce per non meravigliarsi più, nemmeno quando queste cose vengono perfezionate. Ritengo sia una cosa naturale.
Anche perchè se guardiamo bene, siamo arrivati a tali livelli tecnologici che pensiamo che certe cose esistano già (o semplicemente arriveranno presto), per cui quando le vediamo fra le "novità", non ci sorprendono più.

Comunque si, ritengo che su certe cose la tecnologia ci stia portando verso invenzioni sempre più esasperate. Solo per dire il cellulare... ormai ha tutto dentro e di quello solo tre cose (almeno io) uso davvero: chiamare, ricevere e mandare messaggi. Fotografia, radio, maree di app inutili... solo per giocarci e basta.
 
Ultima modifica:

njnye

Florello Senior
Bella riflessione!
Personalmente se ripenso a quando disegnavo e inchiostravo a mano le mie tavole a fumetti, dove un errore d'impostazione del disegno (magari già inchiostrato) mi faceva eh... bestemmiare... e poi mi rivedo ora che con un pc, uno scanner, e i giusti programmi, riesco a fare la stessa cosa ma senza il delirio di prima... Io ringrazio e ancora mi sorprendo di quanto la tecnologia - nel mio caso- mi sia stata di grande aiuto :love:.

Tornando al succo del tuo discorso, l'ultima volta che ho pensato a quanto quell'invenzione fosse geniale, è stata con l'avvento della stampante 3D!

La tecnologia genera strumenti per cui credo che ad un certo punto, com'è avvenuto con l'invenzione delle matite, delle penne, i fogli di carta, una volta entrati nell'uso comune, non si faccia più caso. Si finisce per non meravigliarsi più, nemmeno quando queste cose vengono perfezionate. Ritengo sia una cosa naturale.
Anche perchè se guardiamo bene, siamo arrivati a tali livelli tecnologici che pensiamo che certe cose esistano già (o semplicemente arriveranno presto), per cui quando le vediamo fra le "novità", non ci sorprendono più.

Comunque si, ritengo che su certe cose la tecnologia ci stia portando verso invenzioni sempre più esasperate. Solo per dire il cellulare... ormai ha tutto dentro e di quello solo tre cose (almeno io) uso davvero: chiamare, ricevere e mandare messaggi. Fotografia, radio, maree di app inutili... solo per giocarci e basta.
Sulla stampante 3D hai ragione, anche se effettivamente non ci pensavo perché non la considero molto legata alla vita quotidiana. Quelle SLS per me sono alchimia pura, resto affascinata ogni volta che le vedo all'opera. A livello di nuovi strumenti a servizio dell'industria quella e i vari cutter laser andrebbero messi in copertina a emblena della quarta rivoluzione industriale. La FDM invece mi lascia molto indifferente. Soprattutto le versioni economiche mi sembrano una versione moderna della maglieria della Barbie con cui giocavo da piccola. O peggio, la vedo come una sofisticata pistola della colla a caldo.
Riguardo agli smartphone, è vero che la media delle persone li usa per poche funzionalità di base e per giocare. Quando è esploso il fenomeno Facebook in Italia (sarà stato il 2008 o giù di lì, ere internettiane fa) c'erano vari siti di gaming che avevano creato le loro app per permettere di giocare su Facebook con delle rivisitazioni (bruttarelle) dei giochi arcade. C'erano ampie schiere di persone che non avevano mai giocato a un videogioco in vita loro, e che erano diventate dipendenti. Dall'altra parte c'erano quelli che avevano il commodore in casa o erano stati da piccoli nelle salagiochi, che si chiedevano come potesse esserci tanto delirio per delle brutte copie di giochi vecchi di 20/30 anni... E poi c'erano i vari simulatori alla The Sims, con gente che ha rischiato il licenziamento per colpa di Pet Society o per raccogliere mais virtuale. A ripensarci viene da sorridere. Ancora oggi molti non sanno usare Internet quando escono da Facebook o dalla 4 app che hanno installato. Per loro Internet è una grande sala giochi economica. Peccato, ci sarebbe molto di più...
 

Stefano Sangiorgio

Fiorin Florello
La tecnologia usata bene è favolosa, usata male va buttata dalla finestra.
Io devo sempre sequestrare i cellulari ai ragazzi in mensa sennò non pranzano e pure allo studio guidato sennò ci giocano, si mandano foto di ragazze seminude, chattano.... al posto di risolver i problemi di algebra e di matematica.
 

artemide

Florello Senior
la tecnologia se usata bene è ok, come dice Stefano, ma è anche vero che ha buttato alle ortiche i rapporti interpersonali dal vivo (vedi chat) e posti di lavoro.
 

Olmo60

Guru Master Florello
come si fa a stupirsi di qualcosa che si ha costantemente davanti agli occhi...magari ci si stupisce di chi riesce + o - a vivere senza. Sembrerà strano..ma c'è chi vive senza.
 

Delonix

Florello Senior
Io ho un rapporto di simpatia e rispetto verso la tecnologia, la uso volentieri quando mi è utile, ma non riuscirei mai a smettere di uscire a cena con gli amici! Sono fermamente convinto che il progresso tecnologico (che non è solo quello informatico eh, anche costruire case con mattoni già termoisolanti è progresso tecnologico) sia parte costituente del DNA umano. L'uomo cerca di semplificarsi la vita da quando ancora aveva la schiena curva-la ruota è tecnologia-. Bisogna evitare gli eccessi in ogni campo, quindi anche nella tecnologia fine a sé stessa. Google play è zeppo di giochi elettronici che hanno la mia età e che sono stati messi in frullatore con colori più sgargianti, ma di grandi novità...poche. Ho sentito gridare al miracolo davanti ad un gioco che non era altro che una terna di giochi di parole in inglese e poco più... e gli scacchi allora?sono il futuro! Ma esistono dal 5° secolo dc...
Vedete, però per sapere quando sono stati inventati gli scacchi ho guardato su Wikipedia... Non lo ricordavo.
La tecnologia va usata, sfruttata, adattata alle esigenze, deve servire a migliorarsi e migliorare... Non va vissuta al posto della vita vera.
 

Olmo60

Guru Master Florello
di rispetto sicuramente...poi...oddio....se venisse fuori una "stampante -lasagne" mi farebbe felice assai!!! :tupitupi::su:
 

Datura rosa

Guru Master Florello
Ricordo come in ufficio rimasi attonita davanti a dei fogli che uscivano dal “fax” per la prima volta: una lettera con allegate delle foto provenienti dal Consiglio Europeo. Mi chiedevo come potessero parole e immagini arrivarmi in tempo pressoché reale da Strasburgo, quali “onde” sfruttasse quel “sistema” (aeree, marine?) e come la mia risposta sarebbe potuta arrivare al mio interlocutore in tempi legati soltanto alla mia velocità di valutare il testo della missiva ed elaborare e riversare su carta la risposta stessa.

Lo racconto in poche parole ma il mio processo mentale andò avanti per parte della mattinata. Stupore…sgomento…. entusiasmo….. nuove aspettative… a tutta prima ma poi subentrò la riflessione ristabilizzante: dopotutto non so tecnicamente come accada ma, in fondo, niente di più strabiliante del telefono o del “vecchio” telegrafo. Solo un andare avanti della ricerca, un progresso. Per la prima volta, però, le implicazioni (e i risultati) delle parole ricerca e progresso un po’ mi intimorirono, cominciai a chiedermi se ci sarebbe stato un limite invalicabile sia dal punto di vista materiale che etico.

Quel timore è rimasto latente e non mi abbandona: il timore che l’elemento umano del processo, il fruitore dei risultati di quella ricerca e di quel progresso fosse in grado di servirsene senza farsene asservire.

Spesso anche in questo contesto ho asserito di essere poco tecnologica anche se la tecnologia cerco di usarla al meglio e mi rammarico, come persona curiosa delle persone e delle cose, che Internet non ci fosse al tempo dei miei studi o, comunque, della mia adolescenza. Rimpiango la possibilità “negata” di togliermi con un semplice click pressoché tutte le curiosità e di approfondire tutto quello che mi interessava a livello personale o mi era necessario a livello professionale.

Il mio timore resta di fronte alla ricettività esaltata di molti difronte ai progressi scientifici e tecnologici (innegabilmente capaci di migliorare sostanzialmente e allungare perfino la vita salvo complicarcela con patologie collegate) perché mi chiedo se saremo capaci di tenerlo a un palmo da noi, se non rischiamo di allungare troppo le briglie, se saremo in grado di gestirli senza farci fagocitare.

Perché al di là dei pregi ci sono anche molti lati oscuri che sull’onda dell’entusiasmo o della comodità personale spesso non si vogliono vedere.

Certo è cosa estremamente positiva, ad esempio, lavorare da casa o da bordo piscina anziché recarsi e tornare quotidianamente al/dal posto di lavoro obbligati ad orari stabiliti, fare shopping o organizzare i nostri viaggi online, affidarci sempre più ai vari strumenti ormai non più di sola comunicazione per semplificarci la vita e via dicendo.
Pensiamo mai, però, che ci troveremo sempre più isolati e dipendenti; che forse ci potrebbe mancare perfino lo scambio di commenti ironici del dopopartita con i colleghi, far scivolare un tessuto fra le dita nell’acquistare un vestito o che siamo sempre più spesso portati ad affidare al cellulare la nostra memoria e a trovare nel piccolo schermo di uno smartphon o simile tutto ciò che ci occorre, dimenticando l’importanza della “memoria”.

Personalmente prima dell’avvento del cellulare ricordavo tutti i numeri di telefono senza usare la vecchia agendina che ora ho dovuto rimettere in borsa al pensiero che se avessi lasciato a casa il telefonino e mi fossi trovata in una qualche difficoltà e qualche persona gentile mi avesse messo a disposizione il suo cellulare per chiedere aiuto, non avrei potuto chiamare alcuno senza consultare la rubrica sul telefonino.

Ed è un processo iniziato da tanto tempo: ricordo ancora come il figlio di una coppia di amici dichiarò tranquillamente che non aveva potuto fare un compito per il giorno dopo perché aveva la calcolatrice con la batterie scariche o una lunga fila snervante all’Ufficio postale perché le macchine erano andate in tilt e gli impiegati non erano più in grado di procedere manualmente.

Uno sproloquio più lungo di sempre questo mio ma, forse, con una giustificazione: il “timore” non è facile da motivare in poche parole anzi forse nemmeno con pagine e pagine.
 

Datura rosa

Guru Master Florello
Su Focus nel novembre scorso ho letto che il trapianto non ha avuto luogo e forse non verrà mai effettuato a causa di almeno tre grandi, invalicabili criticità: le migliaia di nervi contenuti nei due monconi del midollo spinale, la temperatura del cervello e il problema del rigetto.
Criticità attuali, però, perché non è detto che in futuro non possano essere bypassate.
D'altronde quante criticità avranno reso difficile la clonazione della pecora Dolly prima che la pecorella venisse realizzata? messa al mondo? fatta nascere? Non so come definire la sua "apparizione". E possiamo essere certi che in qualche laboratorio non stiano tentando o abbiano tentato con successo la clonazione umana?
Personalmente non ci scommetterei.

Comunque l'intervento di cui si scrive in questo 3d, oltre a un istintivo fastidio (per dirla con un termine "contenuto") mi suscita una serie di domande e riflessioni.

Ma testa significa anche cervello, midollo spinale e nervi?! Anche di fronte al voler rimanere in vita ad ogni costo, chi è che rimane in vita? E' veramente chi lo voleva o il donatore.
In caso di successo del trapianto, come agirà in futuro il trapiantato? Come agiva precedentemente o come, invece, agiva il "donatore"?
Dov'è l'utilità dell'intervento: far sopravvivere un corpo?
Ho letto che vari studi hanno dimostrato come diversi modelli di attività cardiaca (che accompagnano i diversi stati emotivi) hanno effetti diversi sulla funzione cognitiva ed emozionale. Oltre al rischio di rigetto fisico potrebbe esserci allora il rischio di un rigetto emozionale o di cortocircuiti nel processo di scambio tra cervello e cuore.

Ancora Focus propone una riflessione: Puoi assemblare due metà di auto diverse e definirlo un successo, se vuoi, ma nel momento in cui giri la chiave e il tutto esplode, la maggior parte delle persone avrebbe qualche difficoltà a sostenere che è stata una brillante idea».

Aspetto con grande interesse altri interventi.
 

njnye

Florello Senior
Titoloni con cui qualcuno ottiene pubblicità https://www.focus.it/scienza/salute/trapianto-di-testa-perche-non-ce-stato-e-forse-non-ci-sara-mai
Tralasciando il marketing, non ci sono grosse sorprese dal punto di vista scientifico. I successi nei trapianti attuali hanno un passato fatto di interventi che oggi definiremmo da macellaio, suture degne di Frankestein, amputazioni, dissanguamenti, setticemie. La medicina attuale sta a quella degli anni cinquanta, come quella d'inizio Novecento (ricordiamo quando è stata scoperta la penicilina) sta al medioevo.
Progressi incredibili sono stati raggiunti sperimentando cose che, per certi versi, potevano sembrare folli o inutili.
M'immagino un coetaneo di Leonardo nel trovarlo intento a disegnare muscoli e articolazioni di cadaveri da lui sezionati... Io non lo avrei invitato a cena ;)
 
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