1. Vi invitiamo a ridimensionare le foto alla larghezza massima di 800 x 600 pixel da Regolamento PRIMA di caricarle sul forum, visto che adesso c'è anche la possibilità di caricare le miniature nel caso qualcuno non fosse capace di ridimensionarle; siete ufficialmente avvisati che NEL CASO VENGANO CARICATE IMMAGINI DI DIMENSIONI SUPERIORI AGLI 800 PIXEL LE DISCUSSIONI VERRANNO CHIUSE. Grazie per l'attenzione.

SCAMBI: questioni legali riguardanti le piante protette.

Discussione in 'Incontri, Eventi, Reportages - Libri - Mercatino' iniziata da elebar, 19 Ottobre 2011.

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  1. elebar

    elebar Wonder Moderatrice Suprema Membro dello Staff

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    Ciao, come certamente saprete, alcune specie sia animali che vegetali, per vari motivi fra i quali i veri e propri "saccheggiamenti" effettuati per decenni dall'uomo, sono in via di estinzione; per arginare questo pericolo alcuni anni fa molti stati nel mondo, compresa l'Italia, hanno sottoscritto una Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (acronimo CITES), che regola appunto le modalità di commercio e gestione di queste specie, raggruppate in tre appendici a seconda della "gravità" della situazione (le specie contenute nell'Appendice I sono quelle più minacciate e quindi più tutelate). Queste Appendici vengono aggiornate circa una volta all'anno.
    La Convenzione è stata recepita dalla Comunità Europea con una serie di Regolamenti e relativi allegati (A, B, C e D) che sono sostanzialmente la trasposizione delle Appendici:
    Allegato A: comprende le specie che figurano nella Appendice I della Cites e alcune altre specie di Appendice II inserite secondo diversi criteri (rarità, pressione commerciale di utilizzo, somiglianza con specie dell'Appendice I, presenza allo stato selvatico sul territorio comunitario);
    Allegato B: comprende sostanzialmente le specie che figurano nell'Appendice II della Cites (salvo quelle incluse nell'Allegato A), le specie dell'Appendice I per le quali è stata avanzata una riserva, altre specie inserite secondo diversi criteri, quali volume di scambio internazionale che potrebbe essere incompatibile con la sopravvivenza della specie o di alcune popolazioni, o - di estrema importanza dal punto di vista ecologico - le specie per le quali si è stabilito che l'introduzione di esemplari vivi nell'ambiente naturale della Comunità possa costituire un pericolo ecologico per le analoghe specie indigene;
    Allegato C: comprende le specie della Appendice III della Cites, diverse da quelle degli Allegati A e B, specie della Appendice II della Convenzione per le quali è stata avanzata una riserva;
    Allegato D: comprende alcune specie di cui la importanza del volume di importazioni comunitarie giustifica un controllo e specie della Appendice III della Convenzione per le quali è stata avanzata una riserva. La creazione di tale allegato D è di estrema importanza perchè elencando specie non-Cites per le quali devono essere controllati i livelli di importazione costituisce un importante contributo per il principio cautelativo.

    QUI trovate elencata la principale normativa in merito mentre nelle FAQ di diverse sezioni trovate gli Allegati con elencate le varie specie VEGETALI contenute.

    Vi racconto tutto questo perchè la cosa può riguardare direttamente anche NOI coltivatori "amatoriali".

    Le specie in Appendice III sono quelle che non corrono particolari rischi, quelle in Appendice II non sono ancora a rischio grave ma possono diventarlo velocemente per cui il commercio e lo sfruttamento devono essere tenuti sotto controllo dai vari stati membri e sostanzialmente è vietato solo il prelievo in habitat mentre quelle in Appendice I sono in grave pericolo per cui è tassativamente vietato il prelievo in natura mentre commercio, sfruttamento, riproduzione, ecc. sia di esemplari vivi che morti o derivati o parti di essi, sono soggetti tassativamente a regole ben precise che devono essere seguite da TUTTI: produttori (in strutture certificate ed espressamente autorizzati alla riproduzione), venditori ma anche da noi acquirenti finali.

    Intanto, questo è l'elenco delle piante in Appendice I aggiornato a fine aprile 2011 (le appendici vengono aggiornate circa ogni anno; QUI trovate l'elenco sempre aggiornato all'anno in corso); da adesso in poi parliamo solo di queste (per le altre, a parte come già detto il divieto di prelievo in natura, non ci sono altri vincoli); alcune sono piuttosto rare mentre altre si possono trovare abbastanza diffusamente in commercio come esemplari riprodotti:























    Agavaceae
    Agave parviflora
    Apocynaceae
    Pachypodium ambongense
    Pachypodium baronii
    Pachypodium decaryi

    Araucariaceae

    Cactaceae




























    Araucaria araucana

    Ariocarpus (tutti)
    Astrophytum asterias
    Aztekium ritteri
    Coryphantha werdermannii
    Discocactus (tutti)
    Echinocereus ferreirianus var. lindsayi
    Echinocereus schmolli
    Escobaria minima
    Escobaria sneedii
    Mammillaria pectinifera
    Mammillaria solisioides
    Melocactus conoideus
    Melocactus deinacanthus
    Melocactus glaucescens
    Melocactus paucispinus
    Obregonia denegrii
    Pachycereus militaris
    Pediocactus bradyi
    Pediocactus despainii
    Pediocactus knoklyonii
    Pediocactus paradinei
    Pediocactus peeblesianus
    Pediocactus sileri
    Pediocactus winkleri
    Pelecyphora (tutte)
    Sclerocactus brevihamaticus ssp.
    tobuschii
    Sclerocactus erectocentrus
    Sclerocactus glaucus
    Sclerocactus mariposensis
    Sclerocactus mesae-verdae

    Sclerocactus nyensis
    Sclerocactus papyracanthus
    Sclerocactus pubispinus
    Sclerocactus wrightiae
    Strombocactus (tutti)
    Turbinicarpus (tutti)
    Uebelmannia (tutte)

    Compositae

    Cupressaceae


    Cycadaceae
    Saussurea costus

    Fitzroya cupressoides
    Pilgerodendron uviferum

    Cycas beddonei
    Euphorbiaceae
    Euphorbia ambovombensis
    Euphorbia capsaintemariensis
    Euphorbia cremersii
    Euphorbia cylindrifolia
    Euphorbia decaryi
    Euphorbia francoisii
    Euphorbia moratii
    Euphorbia parvicyathophora
    Euphorbia quartziticola
    Euphorbia tulearensis

    Fouquieriaceae


    Leguminosae
    Fouquieria fasciculata
    Fouquieria purpusii


    Dalbergia nigra
    Liliaceae





















    Nepenthaceae


    Orchidaceae

    (Di tutte le specie seguenti in Appendice I,
    i semenzali o i tessuti ottenuti in vitro,
    in mezzo solido o liquido, trasportate in
    contentori sterili, non sono soggetti alle
    prescrizioni della Convenzione solo se
    gli esemplari riportano la definizione
    di "artificialmente propagato"
    in
    accordo con la Conferenza delle Parti)

    Palmae

    Pinaceae

    Podocarpaceae

    Rubiaceae

    Sarraceniaceae



    Stangeriaceae

    Zamiaceae
    Aloe albida
    Aloe albiflora
    Aloe alfredii
    Aloe bakeri
    Aloe bellatula
    Aloe calcairophila
    Aloe compressa
    Aloe delphiniensis
    Aloe descoingsii
    Aloe fragilis
    Aloe haworthioides
    Aloe helenae
    Aloe laeta
    Aloe parallelifolia
    Aloe parvula
    Aloe pillansii
    Aloe polyphylla
    Aloe rauhii
    Aloe suzannae
    Aloe versicolor
    Aloe vossii


    Nepenthes khasiana
    Nepenthes rajah

    Aerangis ellisii
    Dendrobium cruentum
    Laelia jongheana
    Laelia lobata
    Paphiopedilum (tutti)
    Peristeria elata
    Phragmipedium (tutti)
    Renanthera imschootiana

    Chrysalidocarpus decipiens

    Abies guatemalensis

    Podocarpus parlatorei

    Balmea stormiae

    Sarracenia oreophila
    Sarracenia rubra ssp. alabamensis
    Sarracenia rubra ssp. jonesii

    Stangeria eriopus

    Ceratozamia spp.
    Chigua spp.
    Encephalartos spp.
    Microcycas calocoma



    -------------------------------------------------------------------------------------------------------

    Altre piante protette che crescono spontaneamente in Italia:








    Lentibulariaceae
    Pinguicula vulgaris
    Pinguicula alpina
    Pinguicula leptoceras

    Droseraceae Drosera rotundifolia
    Drosera intermedia

    -------------------------------------------------------------------------------------------------------


    Continua...



    .
     
    Ultima modifica: 28 Novembre 2014
  2. elebar

    elebar Wonder Moderatrice Suprema Membro dello Staff

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    Sottolineo che le seguenti regole relative solo all'Appendice I (o Allegato A che dir si voglia) valgono per le piante ma anche per talee, polloni, semi, ecc.:

    • Come già detto più volte, è VIETATO il prelievo in habitat
    • Per piante o semi il venditore DEVE fornire il certificato CITES o almeno un documento (es. fattura) INTESTATO all'acquirente (nome, cognome, indirizzo e codice fiscale) con la descrizione della pianta acquistata (il nome ma anche le dimensioni, per evitare che qualche furbo lo "ricicli" per piante prelevate in habitat). Se non vi viene rilasciato spontanemanete questo documento, CHIEDETELO
    • Ecco le note dolenti che ci riguardano: la vendita, lo scambio, la cessione NON SONO PERMESSI tranne a chi ha le autorizzazioni per farlo. Questo vale anche per eventuali piante nate dai semi caduti nel vaso o per i polloni o rami che si sono spezzati.
    • La riproduzione (per semi, polloni ecc...) è permessa solo dopo aver ottenuto opportune autorizzazioni, anche a livello "amatoriale" come nel nostro caso (bisogna andare dalla forestale e seguire un iter burocratico, ovviamente non è il caso di andarci per piante senza certificato perchè fareste un’autodenuncia) poi bisogna tenere un REGISTRO di carico e scarico delle piante prodotte (vanno registrate le nascite ed eventuali cessioni anche nel caso di regali o scambi).


    Riassumendo, in pratica anche noi coltivatori amatoriali dobbiamo chiedere il certificato e conservarlo; non cedere, regalare, scambiare le piante ottenute riproducendo le nostre a meno che non ci dotiamo dell'apposito registro. In mancanza, siamo tenuti solo a chiedere il certificato o la fattura intestata quando le acquistiamo.

    Sembra esagerato, ma è stato chiarito in una
    circolare esplicativa che la cosa non riguarda solo i "commercianti" ma TUTTI quelli che gestiscono queste piante:

    2. I soggetti tenuti alla compilazione del registro sono quelli elencati, in modo dettagliato ed analitico, all’art. 2 del Decreto 8 gennaio 2002, mentre sono esplicitamente esentati da tale compilazione i soggetti di cui all’art. 3 dello stesso.
    In particolare, si precisa quanto segue:
    ...
    - Qualsiasi forma di alienazione a titolo oneroso, ivi comprese la locazione, la permuta o lo scambio di esemplari, deve essere sottoposta a registrazione. Sono pertanto tenuti alla compilazione del registro tutti gli allevatori o detentori di animali e piante che abbiano finalità commerciali o che vendono, scambiano, permutano o affittano esemplari;...

    Per chi fosse interessato a cedere le piante riprodotte da seme o talea/pollone dalle proprie e quindi a dotarsi del registro, l'iter da seguire è il seguente, spiegato dettagliatamente sul
    forum della Cactus&Co. da Paolo Panarotto (cactacee e succulente), uno dei due soli riproduttori autorizzati CITES in Italia (l'altro è l'Azienda Nardotto e Capello, Orchidee):


    Prima parte.
    Per le piante (e semi) in Cites 1 o allegato A, riprodotte artificialmente, per essere in regola (in Italia) devono essere acquistate da un vivaio o da un esercizio commerciale, riconosciuto dal Ministero dell'Ambiente e devono essere accompagnate da un documento intestato (una fattura va benissimo).

    In altre parole: data, luogo, nome cedente, nome acquirente e descrizione dettagliata delle specie.

    Tutto abbastanza semplice, almeno per chi compra. Questo per transazioni all'interno dell'E.U.

    Una volta in possesso delle piante, acquistate come piante od ottenute da semina, se si volesse riprodurre, regalare o scambiare qualcosa, si deve prima fare domanda di riconoscimento, con conseguente rilascio del registro di carico/scarico, presso il M. dell'Ambiente.

    Acquisti extra U.E.
    Per questo tipo di transazione è d'obbligo il certificato Cites, import ed export.
    Come si procede.
    1) Si richiede copia della fattura e del certificato Cites al venditore.
    2) Si fa un versamento (uno ogni tre specie) di euro 15,49,- sul conto C/P. n.10178010, intestato a: TESORERIA PROVINCIALE VITERBO-LEGGE 59 13-3-9 FAUNA E
    FLORA c/o.
    CAUSALE: D.M. AMBIENTE 28.5.93 DIRITTO SPECIALE DI PRELIEVO
    DOVUTO PER LICENZA O CERTIFICATO.
    3) Ricevuta del versamento in originale, fattura e Cites Export Permit, assieme alla domanda di importazione, vanno spediti al Ministero delle Attività Produttive (ex Ministero del Commercio Estero) -D.G. POLITICA COMMERCIALE ”“ DIV. VIII ”“ UFFICIO CITES ”“ VIALE BOSTON 25,- 00144 ROMA. Tel. 06 59932253
    4) Si aspetta la risposta e, se positiva, si invia il Cites Import Permit, al venditore che allegherà alla spedizione, assieme al suo Cites originale e al fitosanitario.

    Fatto tutto questo, non dimenticate che in Italia è proibito spedire piante per posta, e con questa scusa, il pacco potrebbe essere trattenuto in dogana per mesi e mesi (io ho una pianta in dogana a Varese, dal 19 giugno 2006, ormai sarà più simile al Gorgonzola che ad un cactus), DHL e UPS, oltre ad essere costosissimi,
    non trasportano piante.



    Per chi vuole scambiare, regalare o vendere, piante o semi in allegato A.


    Anche qui la procedura è abbastanza semplice, che possiamo sintetizzare in pochi, semplici passi:

    ● Radunare le fatture ed eventuali documenti Cites (export ed import, mi raccomando), se le piante o i semi provengono da paesi extracomunitari. Se non si hanno si devono procurare, oppure no, dipende se sono tra quelle che volete riprodurre (ad ogni modo, le piante non documentate, sono illegali).

    ● Recarsi all'ufficio Cites, previo appuntamento telefonico, presso la caserma forestale della vostra città , con i documenti e una domanda di autorizzazione, in carta semplice, alla riproduzione ed eventuale cessione delle specie che avete documentate (eventualmente si può compilare anche presso l'ufficio della forestale, dipenderà dalla disponibilità e dalla cortesia del funzionario).

    ● Attendere la risposta dal Ministero dell'Ambiente e seguire istruzioni.


    Finito.

    ...

    ...se riproduci e scambi piante in Allegato A, senza le autorizzazioni e il registro, commetti un reato penale; non so se vale la pena di rischiare di mangiarsi la condizionale (può sempre tornare utile, non si sa mai), quando per mettersi in regola ci vuole così poco e non si deve pagare niente.

    ... se compri piante e le tieni così come sono, non hai bisogno di niente. se cedi, in qualsiasi forma, o riproduci, devi fare tutta la trafila burocratica. Ovvio che se non hai le fatture delle piante e chiedi alla forestale, il permesso, ti fai una autodenuncia.


    Detto questo, vi invitiamo pertanto ad attenervi a queste disposizioni quando scambiate o regalate semi, talee o piante contenuti nell'Appendice I o in mancanza di NON farlo, soprattutto tramite il forum, che comunque non può essere ritenuto responsabile nel caso gli iscritti decidano di infrangere le norme anzidette.



     
    Ultima modifica: 28 Novembre 2014
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