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rododendro da buttare?

ladyoscar80

Aspirante Giardinauta
Vi sottopongo il mio problema.
Ho questo rododendro da circa 2 anni.
La pianta aveva già alcuni anni quando mi è stata affidata ed era in buona salute come si vede dalle prime 2 foto.
Purtroppo causa 2 inverni terribili con vento forte, ripetute gelate e nevicate si è ridotto proprio male e volevo sapere se ci sono speranze di recupero.

L'ho appena concimato ed ho aggiunto terra, inoltre in primavera ed estate spesso lo bagno con acqua e limone per sopperire all'acqua calcarea.
Lo tengo in ombra luminosa.
 

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giulio51

Esperto di Gardenie
Vedo che c'è un sottovaso (prime due foto)... lo tieni abitualmente? Non è consigliabile, il ristagno idrico può provocare marcescenze alle radici con attacchi di Phitophtora. Le foglie, a mio avviso, denunciavano già clorosi (foglie nuove ingiallite con nervature verdi) e, dalla terza foto, presumo un terriccio eccessivamente umido. Verifica.
Se è così, se la pianta fosse mia, procederei al suo rinvaso, estraendo la pianta dal vaso, cercando di togliere il terriccio eccessivamente "inzuppato" ai lati e sotto la pianta senza disturbare le radichette (che, se sono sane, dovrebbero essere chiare). Rinvaserei la pianta (non è detto che sia necessario un vaso più grande) con del buon terriccio per acidofile mescolato a:
- ago di pino tagliato (rende più leggero il terriccio e, decomponendosi lentamente, acidifica il terreno);
- corteccia di pino (assorbe umidità e fertilizzante, cedendo il tutto gradualmente, tant'è che le radici ci si attaccano);
- agriperlite o, in mancanza, pomice, sabbia silicea (per aumentare drenaggio ed "arieggiare" il terriccio);
- una piccola dose di fertilizzante a lenta cessione (Triabon, Osmocote), in assenza: utilizzando un fertilizzante liquido per acidofile, lo utilizzerei fra qualche giorno ed a dosi inferiori;
- chelato di ferro (sequestrene): se in polvere anche mescolato al terriccio (un pochino!), se liquido lo utilizzerei fra qualche giorno. (occhio, può macchiare!)
Se avessi verificato l'eccesso di umidità, eviterei di annaffiare dopo il rinvaso, per far sì che il terriccio rimasto alle radici ceda parte della propria umidità al nuovo terriccio più asciutto. Via il sottovaso!
Ti chiedo scusa per la lunghezza dell'intervento, ma, invece di dire cosa farei, preferisco far capire le motivazioni per cui lo farei.
Ultima cosa, mi armerei di tanta pazienza, perché ci vuole un po' di tempo a far riassumere alla pianta un aspetto decente.
Il tutto se la pianta fosse mia...
Un saluto!

(Ubi maior, Iulius cessat!)
 

ladyoscar80

Aspirante Giardinauta
Inanto grazie della risposta completa ed esaustiva.
Il sottovaso l'ho tolto perchè sono anch'io dell'avviso che sia meglio avere il porfido un pò macchiato piuttosto che la pianta vittima di marciume.
Più o meno ho appena fatto quello che mi hai consigliato, forse devo aspettare un pò per vederne i risultati....almeno mi consola il fatto che non sia proprio da buttare!!!
Grazie.
 

roby61

Giardinauta Senior
Vedo che c'è un sottovaso (prime due foto)... lo tieni abitualmente? Non è consigliabile, il ristagno idrico può provocare marcescenze alle radici con attacchi di Phitophtora. Le foglie, a mio avviso, denunciavano già clorosi (foglie nuove ingiallite con nervature verdi) e, dalla terza foto, presumo un terriccio eccessivamente umido. Verifica.
Se è così, se la pianta fosse mia, procederei al suo rinvaso, estraendo la pianta dal vaso, cercando di togliere il terriccio eccessivamente "inzuppato" ai lati e sotto la pianta senza disturbare le radichette (che, se sono sane, dovrebbero essere chiare). Rinvaserei la pianta (non è detto che sia necessario un vaso più grande) con del buon terriccio per acidofile mescolato a:
- ago di pino tagliato (rende più leggero il terriccio e, decomponendosi lentamente, acidifica il terreno);
- corteccia di pino (assorbe umidità e fertilizzante, cedendo il tutto gradualmente, tant'è che le radici ci si attaccano);
- agriperlite o, in mancanza, pomice, sabbia silicea (per aumentare drenaggio ed "arieggiare" il terriccio);
- una piccola dose di fertilizzante a lenta cessione (Triabon, Osmocote), in assenza: utilizzando un fertilizzante liquido per acidofile, lo utilizzerei fra qualche giorno ed a dosi inferiori;
- chelato di ferro (sequestrene): se in polvere anche mescolato al terriccio (un pochino!), se liquido lo utilizzerei fra qualche giorno. (occhio, può macchiare!)
Se avessi verificato l'eccesso di umidità, eviterei di annaffiare dopo il rinvaso, per far sì che il terriccio rimasto alle radici ceda parte della propria umidità al nuovo terriccio più asciutto. Via il sottovaso!
Ti chiedo scusa per la lunghezza dell'intervento, ma, invece di dire cosa farei, preferisco far capire le motivazioni per cui lo farei.
Ultima cosa, mi armerei di tanta pazienza, perché ci vuole un po' di tempo a far riassumere alla pianta un aspetto decente.
Il tutto se la pianta fosse mia...
Un saluto!

(Ubi maior, Iulius cessat!)
ciao condivido giulio 51 ed aggiungerei appena terminata la fioritura una leggera potatura
 
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