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piantine di compagnia... facciamo chiarezza

francobet

Moderatore Sez. Bonsai
Membro dello Staff
Chi di voi, si è imbattuto in una mostra di bonsai, avrà notato delle piantine erbacee che accompagnano i bonsai in mostra.
per fare chiarezza ho cercato info, ed ho fatto una dispensa presentata al club ieri sera.
PIANTE DI COMPAGNIA
All’interno di uno spazio espositivo riservato ai bonsai o suiseki, è importante la corretta combinazione con tutti i componenti della composizione: pianta o suiseki, tavolino, scrool e piantina di compagnia. Tra tutti i vari elementi che compongono questo spazio, le piantine di compagnia, svolgono un ruolo importante, sia per la loto funzione, bellezza, delicatezza e rispetto verso il bonsai o suiseki. Iniziamo con una divisione fra KUSAMONIO e SHITAKUSA: la differenza principale tra Shitakusa e Kusamono sta nel loro ruolo nell'esposizione giapponese: lo Shitakusa (erba sotto) è un accompagnamento discreto per un bonsai, rafforzando il suo tema stagionale, mentre il Kusamono (cosa d'erba) è l'elemento centrale e principale, un'opera d'arte a sé stante, che può essere più grande, scenografica e composta da più varietà per ricreare un paesaggio naturale, spesso esposto da solo su sassi, corteccia o in vasi speciali, e può essere esposto da solo.

In Sintesi

Shitakusa
: Accompagnatore del bonsai.

Kusamono: Protagonista dell'esposizione.

I Kusamono

Con il termine kusamono identifichiamo una particolare erba di compagnia singola o in composizione con altre oppure una pianta arbustiva, entrambe molto vecchie e curate che devono esprimere armonia ma allo stesso tempo vigore e fragilità, gentilezza e durezza in un equilibrio perfetto, lasciando trasparire la loro forza vitale. Il Kusamono infatti a differenza dello shitakusa viene esposto nel tokonoma come elemento dominante, normalmente senza la presenza del bonsai (in rare occasioni viene associato un piccolo bonsai ), associato a scroll (o kakemono, rotolo con dipinti) o tenpai (statuette di animali, persone... generalmente in bronzo, rame o gres) o in casi particolari ad uno shitakusa.

Prendiamo quindi in considerazione le Shitakusa.

Le shitakusa sono piante di piccole dimensioni costituite da erbe perenni, coltivate per anni in piccoli vasi che hanno il ruolo di rappresentare o accentuare la stagione dell’anno in cui il bonsai viene esposto e deve indicare lo stesso luogo da cui proviene il bonsai. Sono inserite in contenitori di vario tipo ( vasetti, pietre, legni, conchiglie, lastre ecc), e devono essere esposte su stuoie, bambù legato, jita, sezioni di legno, pietre..l’importante è che tutto sia gradevole e, importante, non deve attirare l’attenzione come fosse lei l’oggetto particolare della composizione, ma deve contribuire a caratterizzarla. Possono essere scelte tra varie specie delle diverse zone climatiche, zone umide, zone paludose, montane, boschive ecc. Ovviamente, in funzione della provenienza, è opportuno verificare ogni volta quali sono le caratteristiche di ognuna di loro, per essere certi di applicare una corretta coltivazione ( esposizione solare, ombra, zone umide ecc) ed averle sempre in salute e rigogliose.
 

francobet

Moderatore Sez. Bonsai
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Come esporle


Le caratteristiche e le regole per ottenere una corretta esposizione sono le seguenti :

  • Con una essenza di bonsai con frutti, si usa una pianta senza frutti
  • Con una essenza fiorita, si usa una pianta senza fiori
  • Tenere presente che una shitakusa di piccole dimensioni, fa sembrare il bonsai o suiseki più grande
  • I bonsai o suiseki che presentano una direzione di movimento dominante, gli elementi esposti devono essere messi in modo tale che, le linee di movimento dei singoli soggetti,siano proiettati uno nei confronti dell’altro
  • Il contenitore che accoglie le piante, deve essere relativamente profondo, poco appariscente e sempre pulito
  • Il contenitore dovrebbe essere piatto, quando ovviamente l’essenza lo consenta
  • Il terriccio delle piantine non dovrebbe mai essere visto, meglio coprirlo con muschio o sassolini fini
  • L’altezza della shitakusa non deve mai superare l’altezza del piano tavolino del bonsai ( escluse appendici fiorali )
  • Quando si espone una piantina con un suiseki, deve essere al massimo alta 1/3 del suiseki, ( appendici fiorali inclusi)
  • La piantina deve contribuire ad accentuare la bellezza dell’elemento principale, con la quale viene esposta e deve essere posizionata in secondo piano rispetto all’elemento principale
  • La piantina deve rimanere piccola in tutte le stagioni
  • La piantina deve essere in armonia con l’oggetto principale, e non deve apparire come soggetto principale
  • Le foglie delle piantine non devono mai essere secche, a parte non si voglia rappresentare la stagione invernale; non devono essere presenti foglie o pezzi spezzati o rovinati
  • In caso di shitakusa con radici esposte o kokedama, devono essere appoggiate su lastre basse in ceramica o pietra, ovviamente più grande della base della composizione
  • Le piantine devono simbolicamente rappresentare la stagione dell’esposizione , in particolare sulle sempreverdi, per indicare la stagione imminente
  • Le piantine devono rappresentare la provenienza del bonsai esposto ( bosco, montagna, collina, palude, foresta, pianura, mare ecc.), del luogo di ritrovamento o di rappresentazione del suiseki, devono risultare armoniose, dal punto di vista cromatico, con il bonsai, devono provenire dallo stesso ambiente naturale e possono essere di varietà diverse, sempre però rispettando i luoghi di provenienza
  • Le piantine NON devono mai essere poste direttamente sul suolo del tokonoma o tavolo di esposizione e il vaso deve essere il meno visibile possibile
  • Le piantine non dovrebbero avere foglie troppo grandi; eventualmente si possono eliminare
  • Se il bonsai o suiseki è esposto in un suiban, il vaso della piantina non deve essere simile al vassoio basso
  • E’ preferibile non usare, come supporto della piantina, un tavolino con piedini ( se non molto bassi e sempre in funzione dell’essenza ); è ammesso che parti della piantina, si appoggino sul suolo del tokonoma o tavolo di esposizione
 

francobet

Moderatore Sez. Bonsai
Membro dello Staff
Le piantine di compagnia, possono anche essere formate da solo muschio o licheni; la natura ci offre centinaia di varietà di questi ( alcuni licheni però di non facile coltivazione) alcuni caratterizzati da differenti colori, forme e altezze della vegetazione; combinazioni di muschio e lichene nello stesso vaso , creano effetti estetici molto interessanti ed appariscenti.

I contenitori per piantine di compagnia, devono, come per i bonsai, essere giusti per il tipo di pianta per farla cioè crescere nel migliore dei modi, vigorosa ed in salute, eleganti, non troppo vistosi, di vario tipo, compresi quelli fatti con tecnica raku e, ovviamente, provvisti di foro di drenaggio.



Coltivazione shitakusa

Innanzi tutto, x ogni piantina, deve essere individuato il terreno più adatto ( in funzione da dove vive in natura) , tenendo sempre presente che, visto le esigue dimensioni del vaso, meglio un terreno un po’ più ricco di materia organica ( anche se c’è chi le coltiva in akadama pura). Devono essere potate delicatamente, eliminando parti secche, fiori appassiti ecc, pulite da eventuali infestanti, cosa molto probabile se raccolte in natura e sarebbe meglio, durante l’inverno, proteggerle dal gelo intenso e ricordarsi di annaffiare sempre, in quanto, visto il poco terriccio, tendono ad asciugare in fretta, in particolare quelle di alta montagna, essendo molto sensibili alla disidratazione.

La concimazione deve essere effettuata una volta la mese nei periodi di vegetazione, con prodotti bilanciati, meglio se un po’ sbilanciati verso azoto, ma in dosi più blande, cercando di non far colare la miscela sul fogliame.

Per quanto riguarda l’annaffiatura, si deve avere un occhio di riguardo, in quanto la quantità esigua di terriccio tende ad asciugarsi velocemente, poi varie erbette hanno un maggiore assorbimento di acqua..in pratica, sarebbe meglio non far mai asciugare il terreno, ma neppure, ovviamente, affogarle in quanto, anche queste, possono soffrire di marciume radicale. Personalmente la stragrande maggioranza, le coltivo in ampi sottovasi, riempiti fino a bordo con argilla espansa, e collocandovi sopra i vasi con le piantine: questo fa si che, tenga fresco il vaso creando una sorta di leggera umidità locale e le radici, dal foro di drenaggio, spesso di spingono nell’argilla, cercando acqua. Se attaccate da eventuali parassiti, di solito qualche afide, meglio prima rimuoverli manualmente, poi , se l’infestazione continua, usare un normale prodotto usato per i bonsai.

L’esposizione alla luce solare, molto importante, deve rispettare l’ambiente in cui la piantina vive in natura, io preferisco comunque, sempre riparate dalla luce dei bonsai sui bancali.



Tenpai



Esiste anche un altro elemento di compagnia, che si può usare in caso di mostre sia con bonsai che con suiseki, sono i Tenpai. Sono piccole sculture per lo più in bronzo, ma possono essere anche di altri materiali come il legno o avorio e sono utilizzati per completare ed arricchire una esposizione. I Tenpai migliori sono opere di rara bellezza, sono spesso fatti a mano,e quelli antichi, sono rari e costosi. Spesso sono utilizzati per indicare la stagione, una cavalletta è adatta per l'estate, i giovani animali con una madre possono simboleggiare la primavera e alcuni come una pagoda, possono essere utilizzati durante tutto l'anno. Vengono spesso utilizzati animali, e in particolare la gru che, per giapponesi, è considerata un animale di buon auspicio, simbolo di prosperità, buona sorte e lunga vita . Altri tipi di Tenpai usati solitamente sono quelli legati alla vita quotidiana, pescatori su barche di bambù, capanne di paglia, case su palafitte , buoi con carro, e quelli che richiamano alla spiritualità ,la dea Kannon , le pagode ecc. La sensibilità di chi espone, dovrebbe guidare le scelte dei Tenpai da accoppiare, nel nostro caso ai Suiseki , se si vuole dare un senso ad un racconto compiuto, o creare una atmosfera naturale particolare o ancora sottolineare un stagione. Non è solo una questione di gusti ma anche di disponibilità di Tenpai di vari generi, animali, persone, case , barche, senza dimenticare le dimensioni che non devono essere eccessive per distrarre troppo dal suiseki o troppo piccole , risultando inutili, e non troppo appariscenti per gli stessi motivi di distrazione. Le figure devono essere orientate verso l'interno del display (o verso il bonsai), in modo che "si guardino". In caso di esposizione a più livelli, si utilizzano espositori multipli, i tenpai vanno posizionati in base al contesto paesaggistico (es. capanne in basso, figure spirituali in alto ecc). Come supporti, si utilizzano piccoli tavolini, sezioni di tronco, supporti speciali, jita per separare il tenpai dal piano d'appoggio, garantendo un'adeguata esposizione. E’ ammesso, in caso di suiseki con particolari forme ( pietre isola esposta su un suiban ), di mettere il tenpai ( un animale pesce, granchio..) sulla sabbia del suiban.

Bettelli Franco

CLUB BONSAI 4 VILLE

VIA BARBOLINI, N° 9

VILLANOVA ( MO )

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