Emanuela Pit
Apprendista Florello
Non so quanti di voi abbiano visto questo splendido documentario, per chi non lo avesse visto, per quanti lo hanno visto, per quelli di noi che amano la natura e i suoi abitanti...... ecco un piccolo omaggio
"La storia degli uccelli migratori è quella di una promessa: la promessa di tornare."
(Jacques Perrin)
http://www.uzik.com/brunocoulais/launch.htm
Gli uccelli di Jacques Perrin trasportano in un mondo onirico, l'antico sogno dell'uomo, il senso di libertà che dà l'elemento più leggero: l'aria.
Volare... quante volte abbiamo avuto questa sensazione? Fantastico!
Perrin ha dalla sua la genialità di lasciare che siano loro stessi, gli uccelli migratori, gli unici protagonisti di questo film; la colonna sonora non sottintende la storia, ma si insinua tra le scene fondendosi con esse, completandole.
La voce narrante è essenziale e non invade mai la sensazione di libertà che suscitano le immagini di molti angoli di mondo, la musica di Perrin si ferma, quasi per rispetto, quando la musica della natura si fa sentire. Ci sono voluti quasi tre anni di riprese (e venticinque milioni di euro!) per la realizzazione di Travelling Birds, perché riprendere molte fasi della migrazione di decine di specie diverse è risultato tecnicamente molto arduo, soprattutto per l'impossibilità di scendere a compromessi con gli autunni e le estati, e perché "non sempre gli uccelli danno volentieri alla cinepresa quello che si era immaginato", ma a volte danno anche di più!
Allora: pazienza, calma e perseveranza! Il punto di vista è quello degli uccelli, del naturale e enorme sforzo compiuto per raggiungere il luogo di nascita dove, con l'avvicinarsi dell'autunno, potranno trovare migliori condizioni di vita, l'unico luogo dove, per una misteriosa legge della natura, saranno in grado di riprodursi. Le rotte di migrazione seguono in genere un asse nord-sud, seguendole gli uccelli superano ogni asperità, volando anche a più di ottomila metri. La pellicola comprende molto di tutto ciò, le riprese infatti spaziano dai poli all'equatore e ognuno dei cinque continenti offre i suoi migliori paesaggi.
Lascia commossi e perplessi vedere alcune scene di caccia dopo che si è vissuto quasi completamente un viaggio di migliaia di chilometri e fa riflettere se alcune volte non sia possibile perlomeno limitare i danni.
Non è quindi necessario essere appassionati di ornitologia per poter apprezzare la magia di Jacques Perrin e per abbandonarsi alle splendide musiche di Bruno Coulais, interpretate da nomi quali Nick Cave e Robert Wyatt. Questo film farà ragionare sulla vita più di quanto si possa immaginare, rappresenta la libertà nel rispetto delle regole della natura, sostentamento reciproco nell'affrontare le difficoltà e gli ostacoli cui quotidianamente si è sottoposti: un mondo quasi ideale ma cui bisognerebbe comunque tendere. Farà inoltre riscoprire il nostro naturale amore per la natura, la vita, il mondo...
P.S. - Accendete le casse
"La storia degli uccelli migratori è quella di una promessa: la promessa di tornare."
(Jacques Perrin)
http://www.uzik.com/brunocoulais/launch.htm
Gli uccelli di Jacques Perrin trasportano in un mondo onirico, l'antico sogno dell'uomo, il senso di libertà che dà l'elemento più leggero: l'aria.
Volare... quante volte abbiamo avuto questa sensazione? Fantastico!
Perrin ha dalla sua la genialità di lasciare che siano loro stessi, gli uccelli migratori, gli unici protagonisti di questo film; la colonna sonora non sottintende la storia, ma si insinua tra le scene fondendosi con esse, completandole.
La voce narrante è essenziale e non invade mai la sensazione di libertà che suscitano le immagini di molti angoli di mondo, la musica di Perrin si ferma, quasi per rispetto, quando la musica della natura si fa sentire. Ci sono voluti quasi tre anni di riprese (e venticinque milioni di euro!) per la realizzazione di Travelling Birds, perché riprendere molte fasi della migrazione di decine di specie diverse è risultato tecnicamente molto arduo, soprattutto per l'impossibilità di scendere a compromessi con gli autunni e le estati, e perché "non sempre gli uccelli danno volentieri alla cinepresa quello che si era immaginato", ma a volte danno anche di più!
Allora: pazienza, calma e perseveranza! Il punto di vista è quello degli uccelli, del naturale e enorme sforzo compiuto per raggiungere il luogo di nascita dove, con l'avvicinarsi dell'autunno, potranno trovare migliori condizioni di vita, l'unico luogo dove, per una misteriosa legge della natura, saranno in grado di riprodursi. Le rotte di migrazione seguono in genere un asse nord-sud, seguendole gli uccelli superano ogni asperità, volando anche a più di ottomila metri. La pellicola comprende molto di tutto ciò, le riprese infatti spaziano dai poli all'equatore e ognuno dei cinque continenti offre i suoi migliori paesaggi.
Lascia commossi e perplessi vedere alcune scene di caccia dopo che si è vissuto quasi completamente un viaggio di migliaia di chilometri e fa riflettere se alcune volte non sia possibile perlomeno limitare i danni.
Non è quindi necessario essere appassionati di ornitologia per poter apprezzare la magia di Jacques Perrin e per abbandonarsi alle splendide musiche di Bruno Coulais, interpretate da nomi quali Nick Cave e Robert Wyatt. Questo film farà ragionare sulla vita più di quanto si possa immaginare, rappresenta la libertà nel rispetto delle regole della natura, sostentamento reciproco nell'affrontare le difficoltà e gli ostacoli cui quotidianamente si è sottoposti: un mondo quasi ideale ma cui bisognerebbe comunque tendere. Farà inoltre riscoprire il nostro naturale amore per la natura, la vita, il mondo...
P.S. - Accendete le casse
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