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Il perdono

CLEMETIS68

Master Florello
Io ho avuto una grossa fregatura da una persona che ritenevo,molto amica,anzi di più una sorella
i primi tempi ero arrabbiatissima ,delusa,se l'avessi potuta vedere morta in quel momento avrei potuto anche ridere...
oggi dopo pochi anni ....mi è rimasta l'indifferenza totale ,non so se questo è perdono ......
ma sicuramente è servito a me per vivere la mia vita ....con più serenità
 

billgates13

Giardinauta Senior
il perdono è dei deboli di c...uore
non si può perdonare chi fa del male .
aspettare e poi colpire questo va fatto quando possibile.
la vendetta è piatto freddo da gustare anche se io amo mangiare bollente e quando è caldo poi divoro e non mi controllo.
ahahahhahahahha
sono in attesa di un paio di persone e spero prima di crepare di avere occasione ahahahhahahahah
 

artemide

Florello Senior
posso perdonare chi mi fa del male inconsapevolmente, ma non riesco a dimenticare il torto subito, il segno resta.

se invece mi viene fatto del male con la consapevolezza di danneggiarmi, allora quella persona per me è ...morta. E aspetto il momento opportuno per prendermi la rivincita e vendicarmi.
come il titolo di un vecchio film, "Dio perdona, io no !"
 
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garofano

Maestro Giardinauta
Lilith,sono d'accordo.mi piace l'immagine della cicatrice che sbiadisce con il tempo,è bella e rende molto bene.
Un po' di autoconservazione secondo me va bene,non guasta,e penso anzi che il tuo concetto di perdono sia più cristiano di quanto tu non pensi.
il rancore intossica altrochè!Studiando psicosomatica ho letto tanti casi in cui il rancore fa veramente male non solo alla spiche ma anche al fisico,ci sono parecchie somatizzazioni di rancori non risolti.Un esempio ce l'ho in casa:mio marito ha vecchie ruggini con la sua famiglia d'origine.Purtroppo ha subìto da parte loro delle ingiustizie anche gravi,da lì è nato il rancore,un sentimento così forte al punto tale che lui non parla da anni con i suoi e loro non parlano con lui.Credetemi,non so come stiano gli altri,ma vedo lui che ne sta risentendo,sia psicologicamente che fisicamente,purtroppo.
Il suo rancore ha motivazioni comprensibili,ma non credo che valga la pena di giocarsi la salute;io glielo faccio notare,lo invito a passare oltre,ma non c'è verso.Credetemi,sono preoccupata
 

garofano

Maestro Giardinauta
Io ho avuto una grossa fregatura da una persona che ritenevo,molto amica,anzi di più una sorella
i primi tempi ero arrabbiatissima ,delusa,se l'avessi potuta vedere morta in quel momento avrei potuto anche ridere...
oggi dopo pochi anni ....mi è rimasta l'indifferenza totale ,non so se questo è perdono ......
ma sicuramente è servito a me per vivere la mia vita ....con più serenità
Beh,se non è perdono vero e proprio è decisamente un bel passo avanti su quella strada.Sicuramente è una bella manifestazione di saggezza.
Anch'io ho avuto una delusione del genere da un'amica carissima che consideravo sorella e comprendo bene cosa si provi davanti a certe cose.Sarà che all'amicizia do un grade valore e do peso alle parole,per cui chiamare "sorella" una persona è darle un'importanza molto grande,per cui una delusione che proviene da lei è una delusione che fa parecchio male.
 

garofano

Maestro Giardinauta
posso perdonare chi mi fa del male inconsapevolmente, ma non riesco a dimenticare il torto subito, il segno resta.

se invece mi viene fatto del male con la consapevolezza di danneggiarmi, allora quella persona per me è ...morta. E aspetto il momento opportuno per prendermi la rivincita e vendicarmi.
come il titolo di un vecchio film, "Dio perdona, io no !"
Contessa di Montecristo?;):)
Scherzo,ovviamente...Capisco molto i tuoi sentimenti,anche a me è capitato di aspettare sulla riva del fiume il passaggio del cadavere del mio nemico che galleggia sul filo della corrente: se uno è fatto di carne e sangue certi pensieri li fa eccome.Poi pero' ho visto che mi intossicavano l'anima e mi rovinavano la vita e ho imparato a fare diversamente: quando vengono fuori li faccio un po' gorgogliare (a salvataggio delle mie pareti gastriche) ma poi li allontano.Non bisogna vergognarsi dei propri sentimenti,fanno parte di noi,perchè siamo tutti chi più chi meno un curioso miscuglio di luce e ombra.L'importante è saperli riconoscere ,sapere modulare e poter scegliere.
 

artemide

Florello Senior
Contessa di Montecristo?;):)
Scherzo,ovviamente...Capisco molto i tuoi sentimenti,anche a me è capitato di aspettare sulla riva del fiume il passaggio del cadavere del mio nemico che galleggia sul filo della corrente: se uno è fatto di carne e sangue certi pensieri li fa eccome.Poi pero' ho visto che mi intossicavano l'anima e mi rovinavano la vita e ho imparato a fare diversamente: quando vengono fuori li faccio un po' gorgogliare (a salvataggio delle mie pareti gastriche) ma poi li allontano.Non bisogna vergognarsi dei propri sentimenti,fanno parte di noi,perchè siamo tutti chi più chi meno un curioso miscuglio di luce e ombra.L'importante è saperli riconoscere ,sapere modulare e poter scegliere.

si, sono seduta sulla riva del fiume e aspetto da un po' e mi stanno spuntando le radici ... solo che non essendo Siddharta sto diventando impaziente verso alcuni nemici
 

bonsai d'aprile

Giardinauta
Per me il perdono é la "digestione" di un torto. É la stessa cosa di mangiare un piatto di trippa (la detesto. É per citare un piatto) e digerirlo. Dopo tempo ti ricorderai di averlo mangiato, ricorderai il disgusto ma ti aggrapperai al fatto che non l'hai vomitato bensì.... ha fatto il percorso che doveva fare. E più il tempo passa più il ricordo del disgusto si affievolirà.
 
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