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Camelia Changii: riproduzione per talea

giulio51

Esperto di Gardenie
Ho trovato alcuni articoli sulla Camelia Changii (sin. Camellia Azalea), di cui uno descrive i tentativi a buon fine per la riproduzione tramite talea, sin'ora riprodotta per innesto. La Camelia Changii, è descritto, radica bene e con una certa facilità, ma i problemi subentrano successivamente con una crescita delle talee radicate molto lenta, senz'altro inferiore alle aspettative.
Per chi può essere interessato ad approfondire l'argomento:

http://www.camelliaweb.com/articles/...tings LQ.pdf

Chinese Bark Grafting with Camellia azalea: By gene phillips | CamelliaWeb Express

Cutting Grafts By gene phillips | CamelliaWeb Express

Summer Blooming Camellias By gene phillips | CamelliaWeb Express
 
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kiwoncello

Master Florello
Questo delle talee (e piante da seme) della Changii poco radicanti è fatto accertato e per ora non spiegato, comunque entro i tre anni muoiono inesorabilmente. Non a caso i cinesi la stanno propagando ed ibridando alla grande tramite innesto. Le piantine ibridate vengono anch'esse innestate al più presto: addirittura una delle loro metodiche usa come portainnesti semi germinati da poco.....Sono dei maghi. Al momento ho una ventina di semi sperabilmente di prossima germinazione (certamente non tutti...) ottenuti da una delle mie due Changii: ti saprò dire....
 

giulio51

Esperto di Gardenie
Sembra, Kiwo, che il problema rilevato da Gene Phillips nei suoi esperimenti, effettuati nel 2007 e 2008, non stia nel non emettere o emetter poche radici radici, ma nella successiva lenta crescita delle piantine propagate da talea. Ho cercato suoi articoli relativi ad esperimenti successivi all'autunno 2008, ma non sono riuscito a reperire niente. Può darsi che il futuro stia nei Funghi ectomycorrhizal, che, da esperimenti effettuati su 16.000 piantine di camelia riprodotte con talee di cui 8.000 inoculate ed 8.000 di riferimento, quelle inoculate hanno avuto una crescita in media quasi raddoppiata nei confronti dei campioni di riferimento. Questo esperimento, riportato dall'International Camellia Society, fa riferimento a Tang Yongjun e Zhou Ming.
Naturalmente sto fantasticando solo ipotesi...
In bocca al lupo per i tuoi semi, tienici informati dei tuoi progressi.
 

bausettete

Moderatore Sez. Acidofile
Membro dello Staff
Ma per quale motivo si tre anni crepano?
A me basterebbe averne una per vedere com'è :)
 

loli63cam

Esperto di Camelie
Sono dell'opinione che una talea, correttamente radicata, se deperisce e muore sia perchè non trova nel terreno gli alimenti giusti per lei.
Come mi ha ribadito Picchi, le Nitidissime da talea deperiscono e muoino (sembra che la mia sia una "miracolata") e così anche la Changii, ora se il problema fosse di temperatura, umidità, fotoperiodo, seccherebbero anche se innestate.
Quindi il problema è sicuramente radicale, cosa sappiamo del terreno originario?! Sono presenti in quel terreno microelementi indispensabili per la loro soppravivenza?! Può anche essere che in quei terreni ci siano funghi che vivano in simbiosi con le camelie e sintetizzino elementi che le radici non riescono a fare in proprio, in natura ci sono casi di questo tipo anche se rari.
Resto dell'idea che i cinesi innestino per avere piante pronte per la vendita in meno tempo e anche che non ce la raccontino sempre giusta, ma viste le difficoltà riscontrate anche negli USA qualcosa ci deve pur essere, ma io propendo sempre per l'ipotesi del terreno "sbagliato", in fondo le prime camelie arrivate in Inghilterra a Lord Petre seccarono tutte perchè non sapeva come allevarle.
 

kiwoncello

Master Florello
Verissimo quanto dici, a parte il fatto che i terreni cinesi sembrano inverosimili alla luce dei nostri criteri di substrati per acidofile. Hai letto l'articolo dell'ultimo pazzesco (per i meravigliosi ibridi di gialle, Changii, amplexicaulis ed altro) numero dell'Int.Camellia J., The Conservation and Cultivation of Yellow Camellia Species? Loro usano lo Akadama SOil giapponese, in pratica è quasi come se noi coltivassimo le camelie in ghiaia di pomice con un pò di letame maturo.... Comunque nel piccolo m'è capitato questo: delle due taleine di Amplexicaulis regalatemi una l'avevo rinvasata in mix torboso commerciale (quello addizionato con pomice, poca), l'altra nel mix molto ricco di bark + aghi di pino + poca cornunghia che uso di routine. La prima è gradualmente deperita fino a defungere, la seconda è quella attualmente fiorita e che ha vegetato bene. In fondo resto anch'io convinto che si tratti di terreno inadatto: se la seminata di Changii fatta darà frutti con le piantine le proverò tutte.... Ritorno al Journal di cui sopra: me lo guardo e riguardo tant'è bello!
 
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giulio51

Esperto di Gardenie
La mia modesta convinzione è che il futuro delle camelie a fioritura molto prolungata ed estiva passerà senz'altro attraverso ibridi fra Changii e Japonica, con cui, molto probabilmente, verrà superato anche il problema del taleaggio Changii. Ci sono già splendidi ibridi (vedi link), introvabili per i comuni mortali (reinserisco i link che consentono il collegamento, perché nel mio primo intervento erano incompleti). Tifo per Loli e Kiwo nella speranza di un loro successo sia per la reperibilità o, perché no, per un loro personale successo di ibridazione.

Summer Blooming Camellias By gene phillips | CamelliaWeb Express

Cutting Grafts By gene phillips | CamelliaWeb Express

Chinese Bark Grafting with Camellia azalea: By gene phillips | CamelliaWeb Express

Camellia changii syn. azalea

Con questo, un saluto a tutti!
 
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loli63cam

Esperto di Camelie
Grazie Giulio per i link, molto interessanti.
Penso che la C.Changii sarà un elemento fondamentale per le prossime ibridazioni che si andranno a creare, in fondo sono molto recenti le scoperte di camelie portatrici di caratteristiche "speciali".
Oggi a una buona base come può essere la Japonica si può sommare la rifiorenza e la resistenza al sole della Changii, la fragranza della Lutchuensis, il giallo di tante nuove specie scoperte, sono ormai una ventina.
Il cammino dell'ibridazione è solo agli inizi, le tecniche si sono evolute e il materiale su cui lavorare è molto, se si prendesse come elemento di selezione, anche la tolleranza a Ph più elevati saremmo al top.
Attendiamo fiduciosi.
 
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loli63cam

Esperto di Camelie
Verissimo quanto dici, a parte il fatto che i terreni cinesi sembrano inverosimili alla luce dei nostri criteri di substrati per acidofile. Hai letto l'articolo dell'ultimo pazzesco (per i meravigliosi ibridi di gialle, Changii, amplexicaulis ed altro) numero dell'Int.Camellia J., The Conservation and Cultivation of Yellow Camellia Species? Loro usano lo Akadama SOil giapponese, in pratica è quasi come se noi coltivassimo le camelie in ghiaia di pomice con un pò di letame maturo.... Comunque nel piccolo m'è capitato questo: delle due taleine di Amplexicaulis regalatemi una l'avevo rinvasata in mix torboso commerciale (quello addizionato con pomice, poca), l'altra nel mix molto ricco di bark + aghi di pino + poca cornunghia che uso di routine. La prima è gradualmente deperita fino a defungere, la seconda è quella attualmente fiorita e che ha vegetato bene. In fondo resto anch'io convinto che si tratti di terreno inadatto: se la seminata di Changii fatta darà frutti con le piantine le proverò tutte.... Ritorno al Journal di cui sopra: me lo guardo e riguardo tant'è bello!

Forse quello che ci manca è un salto culturale, siamo abituati a pensare alla torba come elemento fondamentale per la coltivazione della camellia, ma forse per queste nuove specie è inadatta.
L'uso del bark nella coltivazione delle camelie è stata introdotta per la capacità antifunginea che svolge nel terriccio, se l'Amplexicaulis gradisce così tanto il bark maturo, sono portato a pensare che gradisca molto la materia organica in decomposizione così come le concimazioni di origine organica, non posso pensare che lo gradisca in quanto corteccia.
Se così fosse il terriccio ideale sarebbe materia organica in decomposizione, foglie, rametti, cortecce con moderati apporti di concimazioni organiche.
Non resta che provare.....
 
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