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Camelie vecchie

aci41

Aspirante Giardinauta
Buongiorno a tutti.
Da inesperto, mi inserisco volendo conoscere vs. commento e consiglio.
Prime 3 foto (sett. 2016) allegate: trattasi di pianta quasi ventenne, vaso c.a. 50x50 h60, poco curata nella concimazione, esposta mezzo sole, mite clima ligure, con alcune foglie con buchi. Che parassita è (forse oziorrinco?), che fitofarmaco dare? Si riesce a capire che tipo di camelia sia?
Ultime 2 foto (sett. 2016): trattasi di seconda pianta un poco più giovane, vaso c.a. 50x50 h60, poco curata nella concimazione, in ombra, con tanti bottoni floreali che da diversi anni a primavera si staccano e cadono. Come mai ? Si riesce a capire che tipo di camelia sia?
 

Allegati

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angelone54

Guru Giardinauta
Ciao, Il fatto che in tutti questi anni la concimazione è stata più o meno dimenticata il risultato lo vediamo dalle foto che hai postato. L'Oziorrinco credo non centri nulla, probabile qualche bruco di passaggio. Il consiglio che ti posso dare è di rimuovere uno strato di terriccio in superficie, sostituendolo con altro nuovo con PH acido. Concimare con granulare a lenta cessione o con concime organico maturo da adesso in avanti in quanto la fioritura è prossima. Aggiungerei del chelato di ferro giusto per contrastare un po' di clorosi in atto. Dalla foto sembrerebbe la Japonica. :ciao:
 

kiwoncello

Master Florello
Le tue piante non sembrano in cattive condizioni, ma certamente il fatto che stazionino da anni negli stessi vasi ne impone un "ringiovanimento" drastico. Questo lo si effettua a fine fioritura (quando vi sono ancora pochi fiori ma i bottoni fogliari non si sono ancora mossi) estraendo la/le piante, riducendone il pane radicale certamente molto fitto tagliando col seghetto una buona porzione (circa 10 cm o più) della parte bassa del pane stesso, districando le radici più ammassate, potando contestualmente la pianta (fino a circa 30 cm di tronco residuo) e reimpiantando nello stesso vaso con nuovo mix acido (terriccio acido commerciale del tipo contenente ghiaia di pomice mescolato con un buon 20-30% di bark da pacciamatura pezzatura medio/piccola, con perlite se disponibile ed un poco di cornunghia). Le piante così trattate si riprendono molto bene, ovviamente rifioriranno dopo due anni e non prima. Togliere lo strato superficiale di terriccio può ledere la rete di radichette ossigenanti superficiali che vogliono rimanere appunto molto "superficiali" e non venir ricoperte da troppo terriccio. Le erosioni, buchetti ed altro superficiali non destano preoccupazione, quanto alla cascola dei boccioli può dipendere da due cause: 1) la pianta è debole in quanto il terriccio è esaurito e poco nutriente oppure 2) irregolare a scarso apporto d'acqua nei mesi cruciali di induzione floreale che per le japonica come le tue vanno da giugno a luglio.
 

angelone54

Guru Giardinauta
Le tue piante non sembrano in cattive condizioni, ma certamente il fatto che stazionino da anni negli stessi vasi ne impone un "ringiovanimento" drastico. Questo lo si effettua a fine fioritura (quando vi sono ancora pochi fiori ma i bottoni fogliari non si sono ancora mossi) estraendo la/le piante, riducendone il pane radicale certamente molto fitto tagliando col seghetto una buona porzione (circa 10 cm o più) della parte bassa del pane stesso, districando le radici più ammassate, potando contestualmente la pianta (fino a circa 30 cm di tronco residuo) e reimpiantando nello stesso vaso con nuovo mix acido (terriccio acido commerciale del tipo contenente ghiaia di pomice mescolato con un buon 20-30% di bark da pacciamatura pezzatura medio/piccola, con perlite se disponibile ed un poco di cornunghia). Le piante così trattate si riprendono molto bene, ovviamente rifioriranno dopo due anni e non prima. Togliere lo strato superficiale di terriccio può ledere la rete di radichette ossigenanti superficiali che vogliono rimanere appunto molto "superficiali" e non venir ricoperte da troppo terriccio. Le erosioni, buchetti ed altro superficiali non destano preoccupazione, quanto alla cascola dei boccioli può dipendere da due cause: 1) la pianta è debole in quanto il terriccio è esaurito e poco nutriente oppure 2) irregolare a scarso apporto d'acqua nei mesi cruciali di induzione floreale che per le japonica come le tue vanno da giugno a luglio.
Ciao, il tuo suggerimento è molto valido ma ho evitato di consigliarlo in quanto le dimensioni del vaso e quindi del pane di terra al suo interno sono "importanti" per cui richiedono l'intervento di 2 persone. Il fatto di asportare una parte delle radicette superficiali non comporta danni alla pianta in quanto è una cavillatura che si riproduce in brevissimo tempo. Se, l'interessato, non ha problemi materiali ad effettuare ciò che gli hai consigliato ben venga.:)
 

di mauro rosario

Master Florello
Tutto quello detto lo ritengo giusto ,sono contrario a una cosa quello di intervenire sull'apparato radicale in questo periodo questa operazione va rinviata a fine fioritura,inoltre ci tengo a precisare che le camelie crescono benissimo in vasi piccoli e quindi un vaso da 30 cm basta ad una pianta alta di 1,50 unico neo della coltivazione in vaso è il giusto dosaggio di concimazione perchè un eccesso di salinità può causare seri squilibri poi cosa molto importate è il dosaggio dell'acqua che deve essere molta abbondante nel periodo estivo e questo va fatto nelle prime ore del mattino bagnando copiosamente l'apparato radicale mentre al tramonto va bagnata la chioma con una bella caduta a pioggia per poi diminuirla in modo quasi drastica nel periodo che va tra settembre e ottobre in modo tale da indurre la pianta a produrre i boccioli,inoltre consiglio di evitare concimazioni con alto contenuto di azoto perchè una pianta che ha mangiato troppo azoto a sua volta sara mangiata da afidi e da altri fitofagi .Ciao e buona coltivazione
 

kiwoncello

Master Florello
Con le japonica che in questo periodo portano i boccioli di prossima fioritura ovviamente non sono consigliabili interventi drastici anche se le camelie sono un pò come gli olivi, vi si può intervenire in ogni stagione. I discorso vasi è complesso: i vasi molto grandi vanno bene con grandi piante, non con piante relativamente piccole. Spesso si nota che gran parte del terriccio sottostante il pane radicale resta inutilizzato: questo perché le camelie tendono a radicare in orizzontale emettendo lunghi cordoni terminanti con ciuffi di fine radichette assorbenti. Nei vasi piccoli le radici finiscono col compattarsi a meno di rinvasi almeno ogni due anni: ne derivano scarsi assorbimento e disponibilità di nutritizi ma anche sparizione di quella permeabilità del substrato che le camelie (e gardenie) amano.
 
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