Sì, vero. Autorizzate a ribellarci alla mamma, infatti accade, con grande sofferenza per entrambe. Ma stai parlando di rapporto adulto. Fra adulti. Se mia mamma, invece di favorire il maschio, mi avesse concesso, quando ero una ragazzina, le scuole che il talento suggeriva, forse avrei potuto scansare tanti sgambetti maschili. Cito ad esempio eh? La scuola non potevo pagarmela da sola, seppur ci ho provato e provandoci mi sono anche fatta parecchio male. Figlia di una nidiata di 3, a cui poi se n'è aggiunto una quarta (indovina indovinello, chi doveva occuparsene? Noi figlie più grandi perchè lei lavorava, in ospedale), l'unico che veniva portato a fare sport (ovviamente non certo quello che piaceva a lui, ma il calcio, Italia insegna) era lui, le scuole sono state pagate a lui. Noi, noi prima o poi, lo scemo che ci sposava lo avremmo trovato. Ne parliamo ancora o è meglio evitarlo?

k07:
Non è tanto diverso. Dopo che ho perso il mio lavoro per viltà maschile dopo anni ed anni di sacrifici in solitaria, ho fatto anch'io la tua stessa scelta. Scelta consapevole, stesse critiche.
Ma, dando retta a Marco, secondo cui, io o come me tante, che decidono di fare le colf per divertimento, ripensandoci potevo anche starci ai giochetti del formatore e magari fregare un bel po' di clienti, tanto lo avremmo saputo solo io e lui. Non avrei perso il lavoro, oggi pagherei una baby sitter e non farei la colf, senza obbligatoriamente dire a mio marito, che portava un gran bel paio di cornini.
Verissimo, ci credo anch'io, ma non ci crede la società di cui parla molto bene Bianconiglio. Anzi, non solo non ci crede, la osteggia. E questo è un pensiero realistico, basta osservare alcuni dettagli.
Guardate i marciapiedi, osservate gli autobus, chi usufruisce di queste cose?
Ovviamente escluse le zone commerciali di un certo tipo.
Ci passeggiano (non avendo nient'altro da fare si passeggia) donne con passeggini e anziani, su quei marciapiedi scassati, sporchi e spesso molto stretti.
E gli autobus? Ci sono ora, un sacco di agevolazioni per aiutare l'handicap, ed era ora! Autoparlanti, zone ad hoc per le carrozzelle, ma se hai un passeggino son cavoli tuoi! E se di figli ne hai due?
Dopo la nascita della mia secondo genita, io ho subito una brutta malattia, con semi-paralisi per 6 lunghi mesi. Mio marito essendo un riabilitatore, ed essendo a servizio di persone, non ha diritto alcuno nè ad assentarsi per motivi di malattia dei figli, nè per quelli miei ovviamente. Ho dovuto far da sola, per amore o con la forza.
Aggiungo al re della collina citato da Bianconiglio, che quoto ancora, che invece la maternità centra eccome. La madre è naturalmente democratica e antigerarchica (ovviamente se potesse seguire il suo istinto).
Crescere una figlia egoista, significa darle quegli strumenti e quella potenzialità di scegliere, che molte di noi non hanno avuto. Significa che si autodeterminerà come persona e semmai, solo dopo darà spazio ad altro, ma senza subire angherie da una società che la vuole schiava.