Ciao Pat,
possiamo definirlo un evento infrequente, che può essere apprezzabile per le piante ornamentali, ma non per quelle utilizzate nel campo alimentare. In definitiva, anche se le cause possono essere diverse, si tratta proprio di mancanza o di 'oscuramento' della clorofilla, quindi in ogni caso si tratta di piante più deboli, meno fiorifere e fruttifere delle normali. Molte forme incontrano esteticamente il gusto del pubblico e per questo i vivaisti le selezionano e le moltiplicano vegetativamente (talea, margotta, meristema), dato che danno una nota di 'colore' in permanenza ad angoli bui del giardino o dell'appartamento; del resto è sotto gli occhi di tutti che ormai alcune specie vengono commercializzate quasi esclusivamente nelle forme variegate (Ficus benjamina, edera ecc). Per evitare equivoci preciso che ad oggi l'insorgenza del fenomeno è assolutamente spontanea, l'intervento umano inizia dopo la sua manifestazione, nella selezione delle forme variegate e nella loro moltiplicazione. Credo che la scelta delle forme da conservare si basi su due fattori, uno estetico (la variegatura deve essere 'gradevole' alla vista, sia negli eventuali colori che nella distribuzione) ed uno biologico (deve essere stabile e non interessare una larga superficie, perchè in tal caso le piante sarebbero eccessivamente deboli). Per quel che rigarda la tua pianta, se ti incuriosisce puoi seguirne l'evoluzione (e darcene notizia), al momento non mi pare che esteticamente possa interessare, considerato anche che trattasi di pianta apprezzata per i fiori (la cui produzione, come detto, viene in questi casi penalizzata) e non per il fogliame, bisogna vedere poi se si mantiene ed eventualmente se la distribuzione della variegatura si bilanci meglio di come è adesso.
Buon divertimento
Pietro Puccio