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galinsoga
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Binomio: Leucojum vernum L.
Famiglia: Amaryllidaceae
Nome comune: campanellino, campanellini di primavera.
Etimologia: il nome del genere “Leucojum” deriva dalle parole greche “leukòs” , ossia bianco e “ion” ossia "viola" (la pianta), quindi “viola bianca” anche se questi fiori sono imparentata con gli Amaryllis e i bucaneve (genere: Galanthus) e non hanno nulla a che vedere con le viole, invece il nome della specie “vernum” significa “primaverile”.
Morfologia: Leucojum vernum L. è una geofita bulbosa, il suo bulbo, di forma subsferica (15-30 mm di diametro), è avvolto da tuniche di colore biancastro, il fusto fiorale è compresso, bitagliente, alto dai 15 ai 30 cm; le foglie, che sono tutte basali, sono più brevi del fusto ed hanno una lamina lineare/canalicolata, larga tra i 5 ed i 12 mm e di colore verde scuro (lucida sulla pagina superiore), foglie e fusti fiorali sono avvolti alla base da una guaina di colore bianco traslucido, questa guaina è lunga solitamente dai 3 ai 5 cm ed è strettamente aderente a fusto e foglie;
normalmente il fusto fiorale reca un solo fiore (raramente 2), avvolto alla base da una spata membranosa, esso è pendulo e di forma campanulata, i suoi tepali sono 6, suddivisi in interni (3) ed esterni (3), tutti di lunghezza eguale tra loro (15-22 mm) e di colore bianco candido, con una macchia verde all’apice; il frutto è una capsula loculicida (diametro 16/17 mm), carnosa e di colore verde.
Corologia: si tratta di pianta a corologia Sud Europea, è presente nella Penisola Balcanica, nella Germania centrale e meridionale, sull’arco alpino, in Italia (manca però in gran parte dell’Italia peninsulare), in Francia e nella Spagna nord/orientale .
Diffusione in Italia: in Italia Leucojum vernum L. è spontaneo in tutte le regioni dell’arco alpino e nell’Appennino Settentrionale (dal Savonese al Reggiano), vive anche nella Pianura Padana, nella bassa valle dell’Arno e in altre zone pianeggianti della Toscana nord/occidentale, la presenza di questa graziosa erbacea bulbosa è stata segnalata anche nella Sila cosentina, ma mancano conferme recenti.
Nonostante Leucojum vernum L formi spesso colonie molto estese, la sua distribuzione è decisamente discontinua e il suo areale è in fase di contrazione da alcuni decenni, al punto che, in quasi tutte le aree planiziali del Nord e della Toscana, è da considerare specie vulnerabile e a rischio di estinzione, appare molto meno compromessa la situazione delle stazioni montane della catena alpina e dell’Appennino Ligure.
Ecologia: specie indifferente alla composizione chimica del substrato, predilige però suoli piuttosto pesanti, con falda freatica superficiale, per tanto i suoi ambienti di elezione sono i boschi alveali, le rive dei ruscelli, i bordi consolidati di paludi e stagni; tendenzialmente è una specie piuttosto sciafila, che preferisce le zone boscate a quelle aperte.
Fioritura: ha inizio solitamente nel mese di febbraio e termina entro fine aprile, a seconda dell’altitudine e dell’esposizione dei versanti essa può essere precoce oppure tardiva, anche l’innevamento è un fattore determinante, poiché, nelle aree montane, l’antesi comincia non appena il suolo inizia ad essere libero della neve.
Coltivazione: è utilizzato per bordure ed aiuole, come l'affine bucaneve (Galanthus nivalis L.) ma il suo impiego è meno frequente.
Fotografia scattata lungo un piccolo corso d'acqua poco a monte della stazione ferroviaria di Mele (GE).
Famiglia: Amaryllidaceae
Nome comune: campanellino, campanellini di primavera.
Etimologia: il nome del genere “Leucojum” deriva dalle parole greche “leukòs” , ossia bianco e “ion” ossia "viola" (la pianta), quindi “viola bianca” anche se questi fiori sono imparentata con gli Amaryllis e i bucaneve (genere: Galanthus) e non hanno nulla a che vedere con le viole, invece il nome della specie “vernum” significa “primaverile”.
Morfologia: Leucojum vernum L. è una geofita bulbosa, il suo bulbo, di forma subsferica (15-30 mm di diametro), è avvolto da tuniche di colore biancastro, il fusto fiorale è compresso, bitagliente, alto dai 15 ai 30 cm; le foglie, che sono tutte basali, sono più brevi del fusto ed hanno una lamina lineare/canalicolata, larga tra i 5 ed i 12 mm e di colore verde scuro (lucida sulla pagina superiore), foglie e fusti fiorali sono avvolti alla base da una guaina di colore bianco traslucido, questa guaina è lunga solitamente dai 3 ai 5 cm ed è strettamente aderente a fusto e foglie;
normalmente il fusto fiorale reca un solo fiore (raramente 2), avvolto alla base da una spata membranosa, esso è pendulo e di forma campanulata, i suoi tepali sono 6, suddivisi in interni (3) ed esterni (3), tutti di lunghezza eguale tra loro (15-22 mm) e di colore bianco candido, con una macchia verde all’apice; il frutto è una capsula loculicida (diametro 16/17 mm), carnosa e di colore verde.
Corologia: si tratta di pianta a corologia Sud Europea, è presente nella Penisola Balcanica, nella Germania centrale e meridionale, sull’arco alpino, in Italia (manca però in gran parte dell’Italia peninsulare), in Francia e nella Spagna nord/orientale .
Diffusione in Italia: in Italia Leucojum vernum L. è spontaneo in tutte le regioni dell’arco alpino e nell’Appennino Settentrionale (dal Savonese al Reggiano), vive anche nella Pianura Padana, nella bassa valle dell’Arno e in altre zone pianeggianti della Toscana nord/occidentale, la presenza di questa graziosa erbacea bulbosa è stata segnalata anche nella Sila cosentina, ma mancano conferme recenti.
Nonostante Leucojum vernum L formi spesso colonie molto estese, la sua distribuzione è decisamente discontinua e il suo areale è in fase di contrazione da alcuni decenni, al punto che, in quasi tutte le aree planiziali del Nord e della Toscana, è da considerare specie vulnerabile e a rischio di estinzione, appare molto meno compromessa la situazione delle stazioni montane della catena alpina e dell’Appennino Ligure.
Ecologia: specie indifferente alla composizione chimica del substrato, predilige però suoli piuttosto pesanti, con falda freatica superficiale, per tanto i suoi ambienti di elezione sono i boschi alveali, le rive dei ruscelli, i bordi consolidati di paludi e stagni; tendenzialmente è una specie piuttosto sciafila, che preferisce le zone boscate a quelle aperte.
Fioritura: ha inizio solitamente nel mese di febbraio e termina entro fine aprile, a seconda dell’altitudine e dell’esposizione dei versanti essa può essere precoce oppure tardiva, anche l’innevamento è un fattore determinante, poiché, nelle aree montane, l’antesi comincia non appena il suolo inizia ad essere libero della neve.
Coltivazione: è utilizzato per bordure ed aiuole, come l'affine bucaneve (Galanthus nivalis L.) ma il suo impiego è meno frequente.
Fotografia scattata lungo un piccolo corso d'acqua poco a monte della stazione ferroviaria di Mele (GE).
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