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la carta del giardiniere eco responsabile

Clizia

Aspirante Giardinauta
Forse quest'argomento è già stato trattato sul forum e non me ne sono accorta. Se è così ignorate questa mia discussione.
Comunque volevo segnalare la " carta del giardiniere eco- responsabile" che è un insieme di regole base per una gestione del giardino rispettosa dell'ambiente, rivolte sia a giardinieri professionisti che privati. Io l'ho trovata su Gardenia di gennaio e devo dire che mi trovo sostanzialmente d'accordo con tutto.
Qualcuno ne ha sentito parlare?
Clizia
 

nuvolaxxx

Giardinauta Senior
Io non ne ho mai sentito parlare. però mi interessa come argomento. Magari potresti sintetizzare un pò i punti di questa "carta" per dare qualche informazione in più.
Nella mia ignoranza sull'argomento mi vengono in mente l'uso e l'abuso scriteriato di sostanze chimiche (di cui qualche volta si è già parlato), il compostaggio, lo sciupio di acqua (esempio pratico: vivo in Lombardia e qui non c'è carenza idrica, provengo dalla Sardegna dove ogni estate lottiamo con il razionamento giornaliero dell'acqua. Qui ho visto gente che giornalmente innaffia il giardino. Scusatemi ma a me piange il cuore a spargere litri e litri di acqua vedendo che comunque non ce ne è bisogno. Nel senso che qui le campagne, anche in estate e non essendo innaffiate, sono verdissime quindi non penso che il giardino soffra più di tanto se non lo innaffio quotidianamente), le potature selvagge.
 
S

SEBBY

Guest
Grazie della segnalazione! E' un argomento che mi interessa molto, ora vado a leggere questo documento, poi magari ne riparliamo... sarei felice di conoscere le opinioni di altri giardinauti!
 
S

SEBBY

Guest
E' veramente un documento interessante, anche perchè, pur coltivando i nostri piccoli giardini, credo che siamo tutti un anello importante nella catena ambientale e il nostro muretto di confine con l'esterno è solo fittizzio: siamo parte di un ecosistema e proprio perchè amiamo le piante e il verde non possiamo prescindere da esso.:) Nel mio piccolo, da che ho un giardino di proprietà, provo a mettere in atto quello che per tanti anni ho letto su libri e riviste. Trovo importante la scelta delle piante, guardarsi intorno per vedere quello che offre la natura sul territorio anche per evitare l'eccessiva dispersione idrica: nel mio giardino ho cercato di mettere cisti, lavande, santoline, erbe aromatiche (che crescono anche spontanee nelle coste stradali), magari ho scelto varietà più "giardiniere" (non sono così fiscale!!!:martello: ), ma non ho avuto mai problemi di insetti nocivi, carenza d'acqua....le siepi sono fatte con biancospino, viburni, cornioli ..... il prato è selvaggio....viene tagliato solo due-tre volte l'anno e in primavera rigorosamente dopo la fioritura, lo sfalcio lo uso per pacciamare le aiuole, oppure lo lascio sul terreno (il profumo che emana è qualcosa di meraviglioso!). Le aiuole sono delle porzioni di terreno delimitate da muretti a secco e rocce che sono affiorate durante i lavori e che impediscono di arrivare troppo vicino alle piante "belle" con il decespugliatore. Certo qualche "cedimento" l'ho avuto (che giardino sarebbe?): rose antiche, buddleie, ortensia quercifolia, piante perenni (geranium, phlox, bergenia, garofanini, iris ...:love: ). Non ho ancora fatto niente, invece, per organizzarmi nella triturazione delle potature (che purtroppo brucio!) e non ho la compostiera: spero che con il tempo ......:embarrass
Comunque penso che questa carta del giardiniere ecoresponsabile dovrebbe essere diffusa in tutti i vivai, negozi di piante e centri per l'agricoltura.:flower:
 

Clizia

Aspirante Giardinauta
Complimenti Sebby, sembra che il documento l'abbia scritto tu.
In effetti penso che noi frequentatori di vivai, garden center e così via, potremmo fare molto per diffondere queste poche regole, chiare ed importanti e da chi se non da chi ama il verde, dovrebbe essere portato avanti con forza questo discorso?
Io purtroppo non ho un giardino ma una misera "aiuolina" e un terrazzo ma nel mio piccolo qualcosa faccio di quello che il documento suggerisce, ma so che potrei fare molto di più ed è un proposito per questa nuova stagione che arriva.
 
S

SEBBY

Guest
Grazie per i complimenti Clizia, ma credo di avere ancora tanto da imparare...Quello che fin qui ho cercato di fare mi è stato dettato più dall'istinto che dalla conoscenza, aiutata dal fatto che vivo praticamente in campagna e dai miei gusti personali (non amo le cose troppo costruite, giardini o altro che siano...) ma mi piacerebbe approfondire certi argomenti, sapere di più sulle tecniche, le sostanze, i metodi...
Nel forum ho trovato diverse persone con ottime conoscenze, spero di apprendere sempre di più!!
 

Clizia

Aspirante Giardinauta
Prova a dare un'occhiata a questo sito www.biogarden.it
Mi sembra interessante ma non ho avuto ancora tempo di studiarmelo con calma.
Ciao, adesso devo iniziare a lavorare e con questo sole ... pazienza.
 

RosaeViola

Master Florello
Sempre più sento parlare o professare la tecnica dell'avvelenamento.
Per un nonnulla si irrora, si spruzza, si immette nella terra di tutto.

Badate bene, il mio non vuole essere un j'accuse o tantomeno una critica, ma solo un'esortazione alla riflessione in tutti noi.

Quest'estate parlavo con un ragazzo che conosco bene, che fa l'agronomo per un'azienda che coltiva barbatelle di viti e mi raccontava come devono irrorare per ottenere la produzione.
Diceva che una volta dato il veleno alle piante, in una mezzora circa, non si vede più un insetto volare...li si possono vedere a tappeti a terra, insetti e pronubi...
Tutto quello che viene irrorato, inevitabilmente finisce per essere assorbito dal terreno.
Queste tecniche diffusissime, consentono a chi lavora, di ottenere produzione e, quindi, di mangiare...ma noi hobbisti?
Ci avete mai pensato solo per un attimo a quanti siamo a utilizzare veleni di ogni genere?
Certo, ognuno di noi dice, beh, in fondo ho spruzzato solo un pochino, solo a queste poche piante...ma provate ad immaginare quanti siamo in Italia o in Europa o nel mondo...tantissimi...troppi a diffondere schifezze di ogni genere.

Non difendo a spada tratta la filosofia del non trattare a qualunque costo, difendo semmai la linea dell'attesa, del superare la propria ansia, il proprio timore di vedere un pianta soffrire e deperire.

In questi anni di lavoro intenso, ho cercato principalmente di non utilizzare piante inadatte o esposizioni e condizioni di vita erronei per le piante che ho inserito, ho cercato di assecondare la pianta nei suoi bisogni e devo dire che si è rivelata una scelta vincente: una pianta che vive nel posto giusto e nelle condizioni giuste, difficilmente si ammalerà.
Cerco di usare le cesoie, laddove sia indispensabile e se posso, ne faccio volentieri a meno. Ogni nostro intervento sulle piante, soprattutto quando la pianta non ne ha bisogno, crea un forte stress e sappiamo tutti bene come funzioni lo stress su di noi...per le piante non è diverso.

Raramente faccio trattamenti. Gli afidi li elimino a mano o con il getto dell'acqua se la stagione è particolarmente favorevole al loro proliferare rendendo vani i trattamenti casalinghi che do per via radicale alle rose (e parlo di intrugli e macerati fatti con aglio, alcool, sapone da bucato e foglie triturate di aromatiche) e so che, con l'arrivo del caldo o del gelo, gli afidi spariranno e rarissimamente, ma proprio rarissimissimamente gli afidi possono uccidere una rosa o un arbusto adulto...
Sui parassiti ci sarebbe molto da dire...ho visto trattare alberi attaccati dall'Ifantria a fine luglio, solo perchè qualche foglia era stata colpita, quando sarebbe bastato tagliare le foglie e bruciarle, anche perchè il trattamento di quel periodo non sarà servito proprio a nulla, considerata la quantità di generazioni che l'Ifantria produce.

Sulle malattie invece, riconosco che alcune assolutamente debbano essere trattate...ma alcune però e non tutte a tappeto.

Siamo diventati dei maniaci perfezionisti e la ricerca estetica della perfezione anche su una pianta è ormai largamente diffusa...ma a volte mi chiedo se ci guardiamo mai...la nostra pelle non porta forse i segni della vita che abbiamo vissuta? Noi che diamo ogni tipo di veleno, assumeremmo ogni possibile farmaco per un semplice e banale raffreddore?
Molti di noi sono refrattari ai farmaci e tendono a non curare nemmeno le cose che andrebbero curate, salvo poi, riempire di cose inutili le proprie piante.

Non scrivo tutto questo per autoincensarmi, non è questo che mi importa...Qui non si tratta di stabilire chi è più bravo e chi no e anche senza il vostro conforto, mi sentirei comunque nel giusto in questo senso...si tratta solo di riflettere.

Lasciamole vivere, non chiedono che questo. So che è qualcosa che ho detto tante volte, ma credo valga sempre la pena di ricordarsi che anch'esse devono necessariamente poter crescere e crescere il più liberamente possibile, con tutto il nostro rispetto per gli esseri viventi che sono.

Spero non me ne vogliate per ciò che ho scritto...tutto questo, come dicevo anche prima, non è per accusare nessuno o per dire che io sia brava ed altri no, anzi, è tutt'altra cosa...credetemi...vorrei solo che ognuno di noi riflettesse nel suo grande interiore e sul suo piccolo mondo che insieme ai piccoli mondi che ci ruotano attorno, ne fanno uno grandissimo.
 
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