Sempre più sento parlare o professare la tecnica dell'avvelenamento.
Per un nonnulla si irrora, si spruzza, si immette nella terra di tutto.
Badate bene, il mio non vuole essere un j'accuse o tantomeno una critica, ma solo un'esortazione alla riflessione in tutti noi.
Quest'estate parlavo con un ragazzo che conosco bene, che fa l'agronomo per un'azienda che coltiva barbatelle di viti e mi raccontava come devono irrorare per ottenere la produzione.
Diceva che una volta dato il veleno alle piante, in una mezzora circa, non si vede più un insetto volare...li si possono vedere a tappeti a terra, insetti e pronubi...
Tutto quello che viene irrorato, inevitabilmente finisce per essere assorbito dal terreno.
Queste tecniche diffusissime, consentono a chi lavora, di ottenere produzione e, quindi, di mangiare...ma noi hobbisti?
Ci avete mai pensato solo per un attimo a quanti siamo a utilizzare veleni di ogni genere?
Certo, ognuno di noi dice, beh, in fondo ho spruzzato solo un pochino, solo a queste poche piante...ma provate ad immaginare quanti siamo in Italia o in Europa o nel mondo...tantissimi...troppi a diffondere schifezze di ogni genere.
Non difendo a spada tratta la filosofia del non trattare a qualunque costo, difendo semmai la linea dell'attesa, del superare la propria ansia, il proprio timore di vedere un pianta soffrire e deperire.
In questi anni di lavoro intenso, ho cercato principalmente di non utilizzare piante inadatte o esposizioni e condizioni di vita erronei per le piante che ho inserito, ho cercato di assecondare la pianta nei suoi bisogni e devo dire che si è rivelata una scelta vincente: una pianta che vive nel posto giusto e nelle condizioni giuste, difficilmente si ammalerà.
Cerco di usare le cesoie, laddove sia indispensabile e se posso, ne faccio volentieri a meno. Ogni nostro intervento sulle piante, soprattutto quando la pianta non ne ha bisogno, crea un forte stress e sappiamo tutti bene come funzioni lo stress su di noi...per le piante non è diverso.
Raramente faccio trattamenti. Gli afidi li elimino a mano o con il getto dell'acqua se la stagione è particolarmente favorevole al loro proliferare rendendo vani i trattamenti casalinghi che do per via radicale alle rose (e parlo di intrugli e macerati fatti con aglio, alcool, sapone da bucato e foglie triturate di aromatiche) e so che, con l'arrivo del caldo o del gelo, gli afidi spariranno e rarissimamente, ma proprio rarissimissimamente gli afidi possono uccidere una rosa o un arbusto adulto...
Sui parassiti ci sarebbe molto da dire...ho visto trattare alberi attaccati dall'Ifantria a fine luglio, solo perchè qualche foglia era stata colpita, quando sarebbe bastato tagliare le foglie e bruciarle, anche perchè il trattamento di quel periodo non sarà servito proprio a nulla, considerata la quantità di generazioni che l'Ifantria produce.
Sulle malattie invece, riconosco che alcune assolutamente debbano essere trattate...ma alcune però e non tutte a tappeto.
Siamo diventati dei maniaci perfezionisti e la ricerca estetica della perfezione anche su una pianta è ormai largamente diffusa...ma a volte mi chiedo se ci guardiamo mai...la nostra pelle non porta forse i segni della vita che abbiamo vissuta? Noi che diamo ogni tipo di veleno, assumeremmo ogni possibile farmaco per un semplice e banale raffreddore?
Molti di noi sono refrattari ai farmaci e tendono a non curare nemmeno le cose che andrebbero curate, salvo poi, riempire di cose inutili le proprie piante.
Non scrivo tutto questo per autoincensarmi, non è questo che mi importa...Qui non si tratta di stabilire chi è più bravo e chi no e anche senza il vostro conforto, mi sentirei comunque nel giusto in questo senso...si tratta solo di riflettere.
Lasciamole vivere, non chiedono che questo. So che è qualcosa che ho detto tante volte, ma credo valga sempre la pena di ricordarsi che anch'esse devono necessariamente poter crescere e crescere il più liberamente possibile, con tutto il nostro rispetto per gli esseri viventi che sono.
Spero non me ne vogliate per ciò che ho scritto...tutto questo, come dicevo anche prima, non è per accusare nessuno o per dire che io sia brava ed altri no, anzi, è tutt'altra cosa...credetemi...vorrei solo che ognuno di noi riflettesse nel suo grande interiore e sul suo piccolo mondo che insieme ai piccoli mondi che ci ruotano attorno, ne fanno uno grandissimo.