Luca, da dove scrivi?
Il cappero, Capparis spinosa, spontaneo lungo le coste del Mediterraneo ed in altre zone intertropicali, cresce bene in un substrato povero, sabbioso, calcareo e con un buon drenaggio. Spesso lo si vede sui muri antichi esposti a sud (a Roma ma non solo). Generalmente dai produttori di capperi viene riprodotto per talea, anche per mantenere le caratteristiche delle piante coltivate (selezionate). Non è invece semplice farlo germinare (da seme). Forse in natura i semi vengono ingeriti e dispersi dagli uccelli. Si consiglia di immergere i semi in acqua possibilmente tiepida per un giorno e una notte, dargli una leggera "grattatina" con carta vetrata fine, poi di impastarli con del terriccio e inserirli nella fessura di un muro o roccia; altri consigliano di metterli dentro un fico secco e poi nel muro.
In vaso si potrebbe anche tentare la germinazione in ambiente riscaldato(dopo aver effettuato quanto detto) e successiva coltivazione all'aperto, usando sassi, ghiaia, sabbia mescolati ad un po' di terriccio di campo, mantenendo appena appena umido; esposizione riparata, al sole.
I boccioli fiorali sono portati sui rami dell'anno, per cui è consigliabile la potatura dei vecchi. Senza caldo e sole certo non si ottengono capperi.
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Ciao, Ugo