Sulla questione della bolla del pruno intanto ci sarebbe da definire il protocollo diagnostico.
Esiste un fungo, Taphrina pruni, responsabile di una malattia comunemente chiamata 'bozzacchioni' in quanto il sintomo principale si manifesta sui frutti che appaiono deformati; ciò anche per dire che accartocciamenti delle foglie non necessariamente sono associabili a tale patogeno (intanto occorre scartocciare per vedere se all'interno non ci siano afidi).
Ora può anche essere che detti accartocciamenti siano dovuti al succitato patogeno ma ci vorrebbe una prova di laboratorio (rilevabile ad esempio invece sui frutti dove con semplice prelievo a fresco sono microscopicamente identificabili gli aschi liberi tipici del genere Taphrina).
A differenza della bolla del pesco tuttavia, dove sono appunto le deformazioni il sintomo e il danno principale dell'infezione, in quella del susino il danno economicamente significativo è sui frutti.
In generale la difesa contro le infezioni da tafrine si basa su interventi preventivi allo scopo di interdire per quanto possibile l'infezione primaria che si realizza in primavera; con l'aumento delle temperature il fungo entra in una fase di vita saprofitaria senza provocare manifestazioni sintomatiche.
Vengono utilizzati fungicidi di contatto o con azione stoppante: disponibili per uso amatoriale ci sono in pratica solo i rameici (eventualmente il bicarbonato di potassio che ha una azione di contatto come il rame). Per tutti quelli ad azione loco-sistemica (es. la dodina), ci va il patentino; il citato Adama (= Momentum PFnPE ) altro non è che fosetil-alluminio, ed è effettivamente un prodotto sistemico, ma non ha effetto contro gli ascomiceti a cui appartengono le tafrine (viene impiegato contro peronospore e altri oomiceti, tipi di patogeni che in realtà sono biologicamente diversi e tassonomicamente neppure iscritti al gruppo dei Funghi).