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Zanzare sterili per combattere la malaria

cleome

Giardinauta Senior
Un gene recessivo che causa l'infertilità è stato introdotto in zanzare Anopheles gambiae, vettore principale dei parassiti della malaria nell'Africa sub-sahariana. La sofisticata tecnica genetica usata permette di diffondere con grande rapidità il gene nelle popolazioni di queste zanzare, fino a ottenere una generazione in cui tutte le femmine o quasi sono sterili....

......Da più parti sono state infatti sollevate perplessità sul ricorso a questo tipo di intervento – già proposto da altri per le specie di zanzare portatrici della malaria nel Sud-est asiatico - che comporta l'immissione in natura di organismi che spiazzerebbero o addirittura porterebbero all'estinzione intere specie. Tony Nolan, anch'egli coautore dello studio, osserva però a questo proposito che "ci sono circa 3400 specie diverse di zanzare in tutto il mondo, e mentre Anopheles gambiae è un importante vettore della malaria, è solo una delle circa 800 specie di zanzare presenti in Africa; sopprimerla in alcune zone non dovrebbe avere un impatto significativo sull'ecosistema locale".

http://www.lescienze.it/news/2015/1..._africa-2889063/?ref=nl-Le-Scienze_11-12-2015
 

Spulky

Moderatrice Sezz. Orchidee e Giardini d'Acqua
Membro dello Staff
sono 40 anni che si usa questo sistema per cercare di difendersi dalla malaria

potremmo sempre trovare il modo di catturarle e utilizzarle a fini alimentari, sempre che i vegani non abbiamo troppe obiezioni sull'eticità di questa operazione

:rolleyes:
 

cleome

Giardinauta Senior
sono 40 anni che si usa questo sistema per cercare di difendersi dalla malaria

potremmo sempre trovare il modo di catturarle e utilizzarle a fini alimentari, sempre che i vegani non abbiamo troppe obiezioni sull'eticità di questa operazione

:rolleyes:


La novità consiste proprio nella sofisticata tecnica utilizzata.

Per ottenere questo risultato, i ricercatori sono ricorsi a una tecnica detta “gene drive”. Questa tecnica sfrutta i cosiddetti “elementi genetici egoisti” che, quando incontrano un cromosoma privo del gene mutante, tagliano il DNA che lo costituisce e attraverso particolari enzimi detti endonucleasi di inserimento (homing endonuclease) fanno sì che il gene mutante venga inserito nel cromosoma stesso.

Perché questo inserimento riesca in una percentuale significativa di casi, il taglio del DNA deve essere molto preciso, e per questo i ricercatori – che inizialmente avevano adottato vecchie e imprecise tecniche di inserimento – sono passati alla recente CRISPR/Cas9, grazie a cui sono riusciti ad aumentare la trasmissione della mutazione alla prole fino a una percentuale compresa fra il 91,4 e il 99,6.
 
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