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Saldi Monteporzio

Pietro Puccio

Appassionato di palme e piante tropicali
Come i frequentatori abituali della mostra sanno, prima della chiusura è possibile fare acquisti scontati presso qualche espositore (i taiwanesi ad es.). Per prova ho preso 5 piante e malgrado fossero alquanto patite ed ovviamente si trattasse di scarti, pur con la mia amorevole... incuria si stanno comportando bene. Visto che hanno anche interessanti specie botaniche, chiedevo ai veterani della mostra se hanno esperienze di più lunga durata in tal senso e se altri espositori solitamente fanno come i taiwanesi, per un eventuale prossimo futuro.
Grazie e ciao
Pietro Puccio

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I

Ivan_RA

Guest
Ciao Pietro,
non ero a conoscenza di questi saldi, ma visto il risultato... sono contentissimo per te!!!
Credo che i Taiwanesi per portare in Italia le piante debbano pagare permessi fitosanitari... CITES... trasporto... e quindi non penso sia conveniente per loro pagare questi "dazi" anche per riportarsi a casa le piante... credo piuttosto che convenga loro vendere a prezzi bassi le piante invendute a fine mostra ed incassare il possibile.
Altro discorso per i venditori europei che hanno a loro carico solo le spese di trasporto e non devono fare CITES (e fitosanitari? ""non so se questi servono comunque... chiedo ai più esperti :)"" ) e quindi possono trovare più conveniente portarsi a casa le piante per poi venderle in seguito...
Spero di esserti stato utile,
Un saluto a tutti,

Ivan_RA.
 
F

Filippo Dimatteo

Guest
Quello che dice Ivan è vero,
i "saldi" li fanno specialmente gli espositori extracomunitari per evitare le spese di rientro, mentre gli espositori europei si riportano a casa le invendute (il certificato fitosanitario non serve per il transito in europa allo stesso modo del CITES).
Però c'è anche fra gli europei qualcuno che per vari motivi si deve disfare entro chiusura mostra di un pò di merce. Caro Pietro alla prossima edizione spero ci conosceremo di persona.

Ciao,
fil.
 
G

Giulio

Guest
Ciao Pietro, chi viene da molto lontano e porta le piante via aerea ovviamente cerca di vnedere il più possibile per tornare 'scarico'. A maggior ragione chi viene da fuori UE perchè per portare via le piante dovrebbe nuovamente richiedere i cites di esportazione (all'Italia) e di importazione (alla propria nazione). Cose che costano denaro ma sopratutto tempo, per cui cercano di rimanere a mani vuote e se gli avanza qualche pianta va a finire che gli conviene regalarla a chi gli stà più simpatico o buttarla nella spazzatura piuttosto che riportarsela indietro. Quasi sempre sono gli altri vivaisti che si mettono daccordo per ritirare l'invenduto. Ovviamente chi viene con un furgone, le piante che rimangono le ricarica e le riporta a casa anche se comunque è abbastanza normale ricevere sconti dell'ultimora.
Comunque devo dirti che le piante che hai preso non sono affatto scarti (anche se probabilmente le migliori sono state scelte da altri nei giorni precedenti). Il fatto che le piante di importazione sembrino patite è normale. Tieni presente che devono essere svasate (secondo le leggi fitosanitarie devono essere senza substrato di coltura), impacchettate, inscatolate, spedite, spacchettate, ispezionate, rimpacchettate, rispacchettate e sistemate per essere vendute.
Comunque basta rinvasarle subito al ritorno a casa, metterle in un ambiente saturo d'umidità per qualche giorno per reidratarle e di solito ripartono subito.
A MPC, che io ricordi, i saldi di fine stagioni li fanno i taiwanesi, li fece Ecuagenera, Akerne (su alcune cose) e pochi altri (la maggior parte degli espositori europei sono furgonati .. quindi ...).
Però sarà interessante vedere cosa succederà al WOC :)

Ciao
Giulio
 

Pietro Puccio

Appassionato di palme e piante tropicali
Grazie Ivan, Filippo e Giulio,

intanto spero di incontrarvi (o reincontrarvi, nel caso di Giulio oltre che di Giuditta e ClaudioF) alla prossima edizione, per il WOC non credo che per me sarà possibile. Giulio, mi sembra di capire che hai preso altre volte piante dai taiwanesi con buoni risultati. Non immaginavo che Akerne facesse saldi, ho visitato anni fa le loro serre (lei è stata gentilissima), ma i prezzi erano abbastanza sostenuti.
Attenzione che per le specie elencate nell'Appendice I occorre il CITES anche all'interno della Comunità.
Pietro
 
G

Giulio

Guest
No, o meglio ni.
I certificati Cites occorrono solo alla dogana, per chiunque, sia per specie di appendice I o II, sia per gli ibridi.
Chi vende, scambia o regala specie di appendice I è tenuto ad avere un registro (con provenienza e destinazione delle piante comprate/nate/morte/vendute), vidimato e controllato dalla forestale ma non è tenuto a fornire certificati di nessun tipo. Chi le compra e se le tiene per se, no.
Akerne fece saldi perchè Kenneth era venuto in aereo con 3 o quattro scatoloni esagerati e cercava di ritornarsene in Belgio con al più un paio di valige (infatti scontava solo le piante più grosse, se non ricordo male).
Per i taiwanesi, si, a me hanno dato tutte buoni risultati. Son fiorite quasi tutte (tranne una BLC Chia Lin 'New City', una BLC Toshi Aoki 'Pizzazz' ed una Pot. Hua Yuan Gold '0-2' che erano più piccole .... ehm ... spero che lo spelling dei nomi sia giusto, vado a memoria)
Ciao
Giulio
 

Pietro Puccio

Appassionato di palme e piante tropicali
Ciao Giulio,

grazie per le informazioni, specie sui taiwanesi.

Per il CITES, non mi pare sia così semplice, in qualsiasi momento il possessore di una specie inserita in appendice deve comprovarne il legale possesso. Sarebbe troppo facile dire "visto che ce l'ho, ha passato la dogana e quindi è legale". La documentazione (anche la prova di acquisto) deve seguire la pianta e quindi essere in possesso dell'ultimo detentore, anche privato.
Non è del tutto vero che all'interno della Comunità possa circolare tutto, se vai nel sito della dogana, troverai le restrizioni alla circolazione all'interno della Comunità; tra queste è espressamente previsto il certificato CITES per le specie protette. Anche la certificazione fitosanitaria esiste ancora, solo che ora si chiama "passaporto per le piante" e viene rilasciato dagli stessi uffici che rilasciano il fitosanitario per e da i paesi extracomunitari. La differenza è che non è necessario per tutte le piante, ma solo per quelle inserite negli appositi elenchi e che basta solo la certificazione del paese di provenienza. Esiste poi un passaporto per "Zone protette", che comporta una procedura più complessa, e che riguarda l'introduzione in alcune aree all'interno della Comunità esenti da particolari patogeni, di specie a rischio provenienti da altre zone della stessa Comunità.
Pietro
 
G

Giulio

Guest
Pietro, l'ultima circolare diceva che non siamo tenuti a detenere il registro, ne per le app. I ne II:
http://www.corpoforestale.it/wai/serviziattivita/CITES/Cittadino/CircolareApplicativa.html

Sul fatto delle denuncie c'è stata una gran confusione, comunque credo che l'interpretazione ufficiale sia che non si debba farla nel caso di privati che abbiano il possesso per scopi ... privati.

Per la circolazione europea, che io sappia, è necessaria la documentazione cites solo al momento di ingresso in uno stato comunitario, non all'interno di essi (scusa ma non ho trovato nulla sul sito delle dogane ...).
La normativa UE che riguarda al cites parla sempre di importazione, esportazione e riesportazione in/da paesi membri da/per paesi terzi o paesi comunitari/extracomunitari.
http://europa.eu.int/comm/environment/cites/regulations/01250_it.pdf

Però se hai qualche circolare da fischiarmi, ben volentieri.

Il fitosanitario comunitario (diventato passaporto delle piante) non include le orchidee, quindi non mi sono messo a studiarlo più di tanto ... comunque è vero che alcuni paesi fanno storia a se per la normativa fitosanitaria sopratutto in ingresso (vedi UK).

Non che la legislazione sia particolarmente comprensibile, comunque in realtà pare proprio che si, una volta che ce l'hai anche senza nessunissimo documento, per avere problemi, sono loro a dover dimostrare che: le vendi (e non tieni il registro) o le hai importate illegalmente in UE.

Se hai qualche link .... URLami :)

Giulio
 
G

Giulio

Guest
Lo dicevo io che le norme non sono particolarmente comprensibili :)
Il bello è che non lo sono neanche per chi deve farle rispettare.
Non voglio dire che loro si sbagliano, però tutte le leggi ed i regolamenti nazionali e/o comunitari che ho trovato, da nessuna parte specificano che le restrizioni cites valgono all'interno della UE (e dai commenti sulle mailing list internazionali, pare che francesi, tedeschi ed altri l'abbiano capita allo stesso modo).
E di fatto anche funzionari doganali fanno arrosti da far paura (tipo chiedere il cites per le fiasche che in effetti sono le uniche eccezioni alla regola per le orchidee).
Boh, proverò a chiedere meglio ...
Giulio
 
G

Giulio

Guest
Ah, comunque dice che non si possono portare i "Papiotelinum" .... ed io non mi sognerei mai di prendere simili piante (?) al WOC ;)
Ari-Giulio
 
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