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L’amico migliore

Olmo60

Guru Master Florello
Io invece la intendo come scusare (essere comprensivi) i propri difetti...vorrei un esempio su "non forzare il proprio carattere" in relazione alla comprensione dei propri difetti.....per esempio: se mi viene di dire le bugie, come mi dovrei comportare..? oppure, se provo invidia per una collega? (sempre ammesso che io abbia davvero la volontà di "guardarmi dentro" e di ammettere a me stessa che HO questi difetti..)...E poi: quante persone si ritengono "invidiose" bugiarde, false, ladre ecc...e quante invece cercheranno nell'altro la giustificazione al loro comportamento e quante ancora, a differenza di tutti gli altri, non si porranno neppure la domanda?
 
Ultima modifica:

Olmo60

Guru Master Florello
Olmo ho capito che questa espressione proprio non ti piace : essere il miglior amico di noi stessi, o forse confonde le idee.
Io la uso come un riguardo, una forma di rispetto per noi stessi. Troppe volte siamo così ingiusti, così spietati, così duri verso noi stessi, non ci perdoniamo, ma soprattutto non ci comprendiamo : un amico(vero) lo farebbe, ed anche noi dobbiamo imparare a volerci bene, ad essere meno critici ma soprattutto a metterci in discussione. Lo so che come dici tu si possono anche fare brutte scoperte, ma se non lo si fa come si vive ?! E' come essere l'ombra di noi stessi. Non credo che guardarsi dentro sia solo un modo di dire : non farlo, o non imparare a farlo significa perdere molto. Guardarsi dentro è essere anche spietati a volte, scoprire le cose che facciamo per dovere ma che non vorremmo fare, significa ascoltare quella parte di noi che troppo spesso è dimenticata, eppure così importante per il nostro benessere..

Tranquilla...nemmeno io !

Generosa..!!Arrivata a pagina 7 ho capito perchè/come non vi avevo capito.....Allora: io leggo. Le frasi hanno un senso letterario. Io interpreto il senso letterario. Dal senso letterario, così come è scritto, ho ragione di dire quello che ho detto; ma se faccio un passo avanti, posso "intuire" quello che la frase non dice, (e che io quindi non ho letto), cioè quello a cui allude....Perciò la frase (il discorso) per me è sbagliato letteralmente, ma giusto allegoricamente, perchè allude al desiderio di volersi bene, desiderio legittimo e necessario...
Quindi, dal momento che seziono il capello in quattro, analizzo troppo il senso scritto, ma mi perdo il non-scritto, cioè quello che voleva dire, che era "nascosto".....Beh, si ora ha capito................Ma era più semplice dire quello che non avete detto e non dire quello che invece era scritto..!!!!...mi sono scervellata 7 pagine...7! ah!ah!ah!....
 

daria

Master Florello
Generosa..!!Arrivata a pagina 7 ho capito perchè/come non vi avevo capito.....Allora: io leggo. Le frasi hanno un senso letterario. Io interpreto il senso letterario. Dal senso letterario, così come è scritto, ho ragione di dire quello che ho detto; ma se faccio un passo avanti, posso "intuire" quello che la frase non dice, (e che io quindi non ho letto), cioè quello a cui allude....Perciò la frase (il discorso) per me è sbagliato letteralmente, ma giusto allegoricamente, perchè allude al desiderio di volersi bene, desiderio legittimo e necessario...
Quindi, dal momento che seziono il capello in quattro, analizzo troppo il senso scritto, ma mi perdo il non-scritto, cioè quello che voleva dire, che era "nascosto".....Beh, si ora ha capito................Ma era più semplice dire quello che non avete detto e non dire quello che invece era scritto..!!!!...mi sono scervellata 7 pagine...7! ah!ah!ah!....

:fifone2: Olmo, prova a rileggerti al contrario: il risultato e' identico :lol:
 

miciajulie

Fiorin Florello
Generosa..!!Arrivata a pagina 7 ho capito perchè/come non vi avevo capito.....Allora: io leggo. Le frasi hanno un senso letterario. Io interpreto il senso letterario. Dal senso letterario, così come è scritto, ho ragione di dire quello che ho detto; ma se faccio un passo avanti, posso "intuire" quello che la frase non dice, (e che io quindi non ho letto), cioè quello a cui allude....Perciò la frase (il discorso) per me è sbagliato letteralmente, ma giusto allegoricamente, perchè allude al desiderio di volersi bene, desiderio legittimo e necessario...
Quindi, dal momento che seziono il capello in quattro, analizzo troppo il senso scritto, ma mi perdo il non-scritto, cioè quello che voleva dire, che era "nascosto".....Beh, si ora ha capito................Ma era più semplice dire quello che non avete detto e non dire quello che invece era scritto..!!!!...mi sono scervellata 7 pagine...7! ah!ah!ah!....

azz, per una mattina che mi ero alzata senza mal di testa...
 

carne

Florello Senior
Io invece la intendo come scusare

Non forzare il proprio carattere significa che se sei una persona poco incline all'umorismo, alla chiacchiera, alla socievolezza...(sono esempi)...potrai modificarti ma non più di tanto ma non confondere il carattere con le azioni e se ci sono dei compromessi che a volte si accettano, si deve sempre tenere presente che sono compromessi e la verità o il comportamento corretto è uno solo.
 

lalle

Florello
Io non mi voglio nè particolarmente bene nè male ... Come con gli altri a volte mi scuso (certo un po' più frequentemente perchè le mie motivazioni, quasi sempre, le conosco bene :D) ed a volte mi condanno, dicendomi che mi faccio del male ma, d'altra parte, ci sono alcuni comportamenti che derivano da fattori talmente radicati in noi, che difficilmente riusciamo a venirne a capo se non con piccoli aggiustamenti...
L'unica cosa che ho notato è che con la maturità sono diventata meno intransigente col prossimo e parallelamente ho notato una tolleranza maggiore anche nei confronti di me stessa che mi permette di vivere meglio.
Per quello che mi riguarda penso di poter dire che, finchè non sono diventata madre, sono stata la migliore amica di me stessa perchè, in fondo, il nostro ego generalmente ci porta a soddisfare, in via prioritaria, i nostri desideri, ad assecondarci. Da quando è nato mio figlio mi rendo conto che mi sento assolutamente in secondo piano e quando mi porto sul piano principale, è perchè il mio benessere o malessere psicologico (e anche fisico) incidono in maniera diretta su di lui.
 

GeneROSA

Giardinauta
Generosa..!!Arrivata a pagina 7 ho capito perchè/come non vi avevo capito.....Allora: io leggo. Le frasi hanno un senso letterario. Io interpreto il senso letterario. Dal senso letterario, così come è scritto, ho ragione di dire quello che ho detto; ma se faccio un passo avanti, posso "intuire" quello che la frase non dice, (e che io quindi non ho letto), cioè quello a cui allude....Perciò la frase (il discorso) per me è sbagliato letteralmente, ma giusto allegoricamente, perchè allude al desiderio di volersi bene, desiderio legittimo e necessario...
Quindi, dal momento che seziono il capello in quattro, analizzo troppo il senso scritto, ma mi perdo il non-scritto, cioè quello che voleva dire, che era "nascosto".....Beh, si ora ha capito................Ma era più semplice dire quello che non avete detto e non dire quello che invece era scritto..!!!!...mi sono scervellata 7 pagine...7! ah!ah!ah!....
Olmo ti ringrazio per i grandi sforzi che fai... e per il tuo impegno !! Mi rendo conto e l'ho constatato già un altri thread che quando si parla di sentimenti e di emozioni e assai difficile tradurli in parole, sono concetti così difficili! Ci si dovrebbe trovare attorno ad un tavolo, forse sarebbe più semplice..

Io non mi voglio nè particolarmente bene nè male ... Come con gli altri a volte mi scuso (certo un po' più frequentemente perchè le mie motivazioni, quasi sempre, le conosco bene :D) ed a volte mi condanno, dicendomi che mi faccio del male ma, d'altra parte, ci sono alcuni comportamenti che derivano da fattori talmente radicati in noi, che difficilmente riusciamo a venirne a capo se non con piccoli aggiustamenti...
L'unica cosa che ho notato è che con la maturità sono diventata meno intransigente col prossimo e parallelamente ho notato una tolleranza maggiore anche nei confronti di me stessa che mi permette di vivere meglio.
Per quello che mi riguarda penso di poter dire che, finchè non sono diventata madre, sono stata la migliore amica di me stessa perchè, in fondo, il nostro ego generalmente ci porta a soddisfare, in via prioritaria, i nostri desideri, ad assecondarci. Da quando è nato mio figlio mi rendo conto che mi sento assolutamente in secondo piano e quando mi porto sul piano principale, è perchè il mio benessere o malessere psicologico (e anche fisico) incidono in maniera diretta su di lui.

Convido sul fatto che la maturità ci rende più mobidi e comprensivi. Sicuramente i figli diventano priorità nelle nostre vite, ma essere amici di noi stessi è sempre possibile, coltivare con cura la nostra "anima" non può che renderci persone migliori...ed anche genitori migliori!
 

Sevi

Fiorin Florello
Da oltre una settimana mi sento + "amica mia" :)

Decisa-mente è così.

E mi regalo un fiore per questo :flower:
 

Sevi

Fiorin Florello


Puoi interpretarlo in entrambi i sensi :hehe:

Mente che si è decisa, ora. Ed è quello che mi rispecchia, infatti.

Però anche nel senso del verbo, ma ovviamente (eddaje con 'sto mente, scusa :inc:) non riferito a me stessa, ma a chi ha creato una situazione tale da spingermi alla mia decisione.

Oppure sì, anche a me stessa, non so...la vita stessa potrebbe portarmi a cambiare idea da un secondo all'altro, però non sarebbe un mentire consapevole...a volte si spinge se stessi verso certe decisioni per farsi del bene, ci si autoconvince.
In quel caso è una consapevolezza inconsapevole, e allora...sotto sotto...si sta pure dicendo la verità, in un certo senso. Anche negandola.
(o forse era il contrario? non so...mi sono incartata ma qualcosa di tutto questo ambaradan è vero, ti assicuro :ros:)
 

Olmo60

Guru Master Florello
Adesso che ho capito meglio, mi sento di poter rispondere: no, io non sono stata la mia migliore amica, perchè ho sempre avuto troppo bisogno degli altri (degli amici, di un amore, dell'affetto...) e questo bisogno crea "dipendenza".cioè, ho preso decisioni contro il mio interesse,piuttosto che perdere questi affetti, quindi sono andata contro me stessa...Poi ho superato la dipendenza dagli affetti e ho cominciato a volermi più bene..D'altra parte, ho conosciuto pochissime persone migliori di me,perchè io credo che esistano valori, nella vita, ai quali ci si deve attenere sempre: perciò mi voglio bene e mi stimo per quello che penso, per la mia coerenza, onestà e sincerità....Ma quando questi valori così importanti e belli, per me, fanno si che rimango in qualche modo fregata "dai miei stessi valori", allora ho mille ripensamenti e mi dico: ok, sarò migliore della media nazionale, ma se poi ci vivo male, perchè non riesco ad essere un pò falsa, un pò opportunista, a fregarmene,.. .ecc ecc..perchè?...Poi, quando mi passa il malessere penso che riuscirò a volermi bene integralmente, il giorno che diventerò una menefreghista qualunquista arrivista...Ma nonostante tutto, so che dentro di me, mi piaccio proprio così come sono, ripensamenti compresi....
 

Sevi

Fiorin Florello
Adesso che ho capito meglio, mi sento di poter rispondere: no, io non sono stata la mia migliore amica, perchè ho sempre avuto troppo bisogno degli altri (degli amici, di un amore, dell'affetto...) e questo bisogno crea "dipendenza".cioè, ho preso decisioni contro il mio interesse,piuttosto che perdere questi affetti, quindi sono andata contro me stessa...Poi ho superato la dipendenza dagli affetti e ho cominciato a volermi più bene..D'altra parte, ho conosciuto pochissime persone migliori di me,perchè io credo che esistano valori, nella vita, ai quali ci si deve attenere sempre: perciò mi voglio bene e mi stimo per quello che penso, per la mia coerenza, onestà e sincerità....Ma quando questi valori così importanti e belli, per me, fanno si che rimango in qualche modo fregata "dai miei stessi valori", allora ho mille ripensamenti e mi dico: ok, sarò migliore della media nazionale, ma se poi ci vivo male, perchè non riesco ad essere un pò falsa, un pò opportunista, a fregarmene,.. .ecc ecc..perchè?...Poi, quando mi passa il malessere penso che riuscirò a volermi bene integralmente, il giorno che diventerò una menefreghista qualunquista arrivista...Ma nonostante tutto, so che dentro di me, mi piaccio proprio così come sono, ripensamenti compresi....


E questo è uno dei più bei messaggi che hai scritto :)
 

antylopenera

Apprendista Florello
Io invece, riflettevo sull' incipit:
si parla di MIGLIORE AMICO e poi la prima domanda è
sulla PERSONA PIU' IMPORTANTE della propria vita:
combaciano sempre? :confuso:
Anche io, come Olmo, non è che abbia fatto esattamente
sempre i MIEI interessi, quindi sono LONTANA dall' essere STATA
la mia migliore amica.
Penso che quella persona sia sempre CAMBIATA:
a volte son stata io, a volte è stata mia madre,
a volte mio padre, a volte l' amica di turno,
solitamente la persona che ha avuto accanto...
Adesso penso sia mio marito.
Certo, non esiste una persona che fa SEMPRE E SOLO
i tuoi interessi: prima o poi la delusione ARRIVA.
Io, per migliore amico, forse intendo quella persona
di cui SENTO di potermi fidare per qualsiasi cosa
da confidare, ma alla fine effettivamente
è tutto DA NOI che dipende... Diciamo in VICE ME!!! :D
 
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