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Io al tuo posto...

Olmo60

Guru Master Florello
io dico che bisogna sempre conoscerle le persone prima di giudicarle: se qualcuno mi dicesse "non sono nessuno, ma..." prenderei la fase per quella che è: l'espressione di un sentimento di inadeguatezza di fronte a un problema, ma al tempo stesso la voglia di aiutarmi,nonostante tutto, quindi una prova non solo di umiltà, ma anche di altruismo. Ce ne sono poche di persone che riconoscono i propri limiti, .Perchè leggerci "falsa modestia?":confuso:
 

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Master Florello
io dico che bisogna sempre conoscerle le persone prima di giudicarle: se qualcuno mi dicesse "non sono nessuno, ma..." prenderei la fase per quella che è: l'espressione di un sentimento di inadeguatezza di fronte a un problema, ma al tempo stesso la voglia di aiutarmi,nonostante tutto, quindi una prova non solo di umiltà, ma anche di altruismo. Ce ne sono poche di persone che riconoscono i propri limiti, .Perchè leggerci "falsa modestia?":confuso:

Forse le conosciamo queste persone? e ti assicuro che non si tratta di inadeguatezza, se così fosse perchè non se ne stanno zitte?
 

lalle

Florello
Mi sbilancio a dare consigli solo con i familiari e le mie due amiche: mi conoscono bene, sanno che quando una cosa mi sta a cuore mi pongo con una tal enfasi che, per chi non mi conosce, potrebbe passare per aggressività. E' capitato pochi giorni fa di essere nella condizione di dover dire, fossi al suo posto, a mio cognato cosa dovrebbe fare: ho premesso che capisco perfettamente che la sua situazione non è facile, che mantenere la calma quando sei coinvolto in prima persona e ti tirano per la manica è tosta, ma ho detto la frase incriminata.
Corro volentieri il rischio di sentirmi dire: "Ma chi te l'ha chiesto" per quello che sono quasi certa sia il bene per chi amo.Fortunatamente nessuno mi ha mai risposto alla rovescia ed ho visto che hanno anche seguito il consiglio.
Pochissime persone l'hanno fatto con me, con molto garbo che io ho apprezzato, anche se non sarebbe stato necessario perchè, come Olmo, parto dal presupposto che l'abbiano fatto per il mio bene.
 

Olmo60

Guru Master Florello
Forse le conosciamo queste persone? e ti assicuro che non si tratta di inadeguatezza, se così fosse perchè non se ne stanno zitte?

si, certo che se le conosciamo di persona la cosa cambia...:)..io ho valutato solo la frase in sè che potrebbe essere detta da chiunque:confuso:, ma ribadisco che se c'è una conoscenza diretta e approfondita il giudizio ci sta:Saluto:
 

hermioneat

Florello
Domanda.... il mio bene, però, visto da me, corrisponde a quello visto da un altro? Non è polemica la mia.:rolleyes: Semplice curiosità anche per chiarirmi un po' di più le idee.
Sul libro Un giorno di ordinaria gentilezza, la psicologa Cristina Milani dice "Si tratta infine di saper comprendere che gli altri, anche in situazioni simili ai nostri vissuti, possono adottare modalità comportamentali diverse poichè la loro personalità è diversa dalla nostra, come i loro atteggiamenti, i loro valori e i loro punti di riferimento"
E quando questi due vissuti non coincidono affatto? Quando l'esperienza di uno non è mai stata l'esperienza di un altro? Si riesce veramente a calarsi nei suoi panni?
 

Olmo60

Guru Master Florello
Domanda.... il mio bene, però, visto da me, corrisponde a quello visto da un altro? Non è polemica la mia.:rolleyes: Semplice curiosità anche per chiarirmi un po' di più le idee.
Sul libro Un giorno di ordinaria gentilezza, la psicologa Cristina Milani dice "Si tratta infine di saper comprendere che gli altri, anche in situazioni simili ai nostri vissuti, possono adottare modalità comportamentali diverse poichè la loro personalità è diversa dalla nostra, come i loro atteggiamenti, i loro valori e i loro punti di riferimento"
E quando questi due vissuti non coincidono affatto? Quando l'esperienza di uno non è mai stata l'esperienza di un altro? Si riesce veramente a calarsi nei suoi panni?
quoto in pieno quello che dice la psicologa, ma se non fossimo capaci di "uscire" da noi stessi per arrivare a comprendere situazioni che non abbiamo vissuto, con la sola forza dell'intelligenza/ intuizione/ non sarebbe possibile davvero nessuna empatia..Sarà un'impresa difficile ma non impossibile. Non è necessario che -i vissuti- coincidano (cosa impossibile), è necessario lo sforzo mentale per avvicinarsi. Calarsi nei panni degli altri al 100 per cento no,non è possibile, ma non è neppure necessario, se si sa ascoltare.
 

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Master Florello
Domanda.... il mio bene, però, visto da me, corrisponde a quello visto da un altro? Non è polemica la mia.:rolleyes: Semplice curiosità anche per chiarirmi un po' di più le idee.
Sul libro Un giorno di ordinaria gentilezza, la psicologa Cristina Milani dice "Si tratta infine di saper comprendere che gli altri, anche in situazioni simili ai nostri vissuti, possono adottare modalità comportamentali diverse poichè la loro personalità è diversa dalla nostra, come i loro atteggiamenti, i loro valori e i loro punti di riferimento"
E quando questi due vissuti non coincidono affatto? Quando l'esperienza di uno non è mai stata l'esperienza di un altro? Si riesce veramente a calarsi nei suoi panni?

No non ci si riesce a calarsi nei panni degli altri.
Ma partendo dal presupposto, che si faccia tutto a fin di bene, è logico che ognuno ragiona col proprio vissuto e non potendo calarsi nel vissuto altrui o se ne sta zitto o ci mette quello che ha.
Nel caso di stare zitti, si può però correre il rischio di perdere il dialogo, il confronto quelle cose necessarie per continuare a crescere.
Tante cose sono soggettive, ma se ne può parlare e discutere e dire 'al posto tuo', ma non con superiorità o presunzione.
Altre cose sono oggettive e quindi il consiglio che si può dare è ovvio ed è solo colloquiale.
Quindi, mi chiedo, con persone con cui si è instaurato un buon rapporto il tacere può rovinarlo?
Non è forse meglio, un 'io al posto tuo' e continuare la conversazione esponendo la propria esperienza e ASCOLTANDO l'esperienza altrui, senza forzare la mano e senza imporsi?
Certo il mio bene non è uguale a quello di nessun altro, ma non è detto che non si possa prendere un po' da tutti e arricchirsi e migliorare il nostro bene


p.s. non avevo letto Olmo, e mi spaventa il fatto che il concetto è in comune
 
Ultima modifica:

lalle

Florello
Penso che sia un bene che, per quanto empatici, non si possa calarsi completamente nei panni degli altri altrimenti sarebbe difficile suggerire visioni alternative .. Non solo ma con quel pizzico di distacco che questo parziale sentire ci fornisce, riusciamo ad avere una visione più "panoramica", che troppo "da vicino" difficilmente si ha.
 

hermioneat

Florello
Quando un rapporto è molto stretto e intimo, tacere può essere controproducente. Verissimo! Tacere la verità per pietà o per il quieto vivere può portare a fratture insanabili.
Il distacco emotivo di chi vive la vicenda da fuori è in effetti utlissimo per avere una visione più ampia della situazione... per non lasciarsi sfuggire particolari importanti che però, nel momento di maggiore stress, disperazione, dolore, non si vedono affatto.
L'empatia per quanto grande e profonda non potrai mai essere totale proprio perchè comunque non siamo mai tutti uguali.
Il non tacere o il suo contrario a seconda dei casi, l'empatia, il distacco emotivo, la gestualità, il tono di voce... tutto serve per aiutare chi è vicino e ha necessità. Forse, per tante persone è difficile trovare il dosaggio giusto tra questi elementi. Forse qualcuno dovrebbe offendersi di meno quando non è ascoltato al 100%.... perchè, in fondo, ognuno deve essere libero di scegliere e di decidere.
Il dialogo comunque resta sempre il miglior mezzo per spiegare e spiegarsi. Per capire e capirsi. Tranquillamente. Senza imporsi nè imporre le proprie convinzioni. A volte, forse, bisogna aspettare il momento giusto. Rimandare se è il caso. Ascoltare prima, consolare e poi, al momento opportuno ampliare il discorso, approfondirlo. La controparte è anche più disposta ad aprirsi e ad ascoltare.

ps Bello scambio di opinioni, questo.Grazie:love_4:
 

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Master Florello
Il dialogo comunque resta sempre il miglior mezzo per spiegare e spiegarsi. Per capire e capirsi. Tranquillamente. Senza imporsi nè imporre le proprie convinzioni. A volte, forse, bisogna aspettare il momento giusto. Rimandare se è il caso. Ascoltare prima, consolare e poi, al momento opportuno ampliare il discorso, approfondirlo. La controparte è anche più disposta ad aprirsi e ad ascoltare.

ps Bello scambio di opinioni, questo.Grazie:love_4:

Aspettare il momento opportuno, anche qui si ricade per chi?
Partendo dal presupposto che si parli di persona conosciuta, ben conosciuta viene di logica, come viene spontaneamente non far passare un secondo sapendo che si chiuderà, si appoggerà totalmente nel suo malessere e poi sarà ancora più dura.
Ascoltare e consolare innanzitutto.
Ci sono momenti in cui si deve solo consolare, magari col silenzio e la vicinanza, magari con la tenuta della mano e il fazzoletto vicino, ma in silenzio, le parole non sono consolatorie.
Parlo del mio modo di vedere, non generalizzo
 

hermioneat

Florello
Però può esserci il momento in cui chi è disperato non riesce nemmeno a sentire. Per farsi ascoltare bisognerebbe scrollarlo. E un po' tutto sommato ci sta, proprio perchè non cada in quella chiusura di cui parli. Più che altro bisogna saper scegliere le parole giuste.
 

Olmo60

Guru Master Florello
Il dialogo è tutto. non ci sono altre strade per capirsi o per aiutarsi. Poi, certo, siamo esseri umani, si può sbagliare il tono, la frase, il momento,si può dire troppo o troppo poco.. siamo due teste a confronto e non può esserci esattamente lo stesso sentire..ma se c'è la fiducia e la buona fede, quando c'è il rispetto, credo sia impossibile che possano nascere fratture insanabili: solo che questi ingredienti devono essere reciproci, e dire delle verità scomode è molto più difficile che consolare, (quando c'è bisogno di dirle), ma come dicevo un anno fa, apprezzo di più un amico che mi bastona con ragione (e ha il coraggio di farlo) a uno che mi consola a torto. D'altra parte, le persone che "bastonano" sono meno apprezzate dalla maggioranza: sarà che dagli altri ci fa più piacere avere delle conferme di noi stessi (anche se sbagliate) piuttosto che una verità che non ci piace? io credo di si.
 

Olmo60

Guru Master Florello
No non ci si riesce a calarsi nei panni degli altri.

Quindi, mi chiedo, con persone con cui si è instaurato un buon rapporto il tacere può rovinarlo?
Non è forse meglio, un 'io al posto tuo' e continuare la conversazione esponendo la propria esperienza e ASCOLTANDO l'esperienza altrui, senza forzare la mano e senza imporsi?
Certo il mio bene non è uguale a quello di nessun altro, ma non è detto che non si possa prendere un po' da tutti e arricchirsi e migliorare il nostro bene


p.s. non avevo letto Olmo, e mi spaventa il fatto che il concetto è in comune
che fai, precisi anche te?:lol:..t'ho attaccato la malattia della "precisina?" (quale sono?) credo che bisognerebbe mettersi daccordo su cosa si intenda per empatia: per me non è "essere mani e piedi" dentro la vita, i sentimenti, il vissuto di un altro: è assurdo crederlo possibile nei fatti, ma la capacità di cogliere quello che di quel vissuto tocca anche noi. Con un paragone, potrei dire che è la stessa diversità che passa dal -guardare- al -vedere-. Una persona particolarmente sensibile ha le corde giuste per "mettersi in contatto" con queste esperienze comuni e riconoscerle. Un paio di persone del genere nella mia vita le ho conosciute, non è letteratura. Io sono contraria al tacere, ma credo che questo faccia parte più del carattere che di un calcolo finalizzato a un rapporto. Per le cose in comune, non spaventarti: pensa a tutte quelle che ci dividono!!:lol::lol::eek:k07:
 

MaryFlowers

Fiorin Florello
Concordo discorso su Olmo solo su un punto non mi piace . . .la storia della bastonate. . .ce un detto ( scusate ma ci sono anche dei detti che non valgono. . .) " chi ti vuol bene ti fa piangere . . .e ti vuol male ti fa ridere. . .per dir che le bastonate non si dan nemmeno agli animali metaforicamente :lol: per il resto approvo. . .ci vuol sempre il diagolo e' fondamentale. . .
 

Olmo60

Guru Master Florello
Concordo discorso su Olmo solo su un punto non mi piace . . .la storia della bastonate. . .ce un detto ( scusate ma ci sono anche dei detti che non valgono. . .) " chi ti vuol bene ti fa piangere . . .e ti vuol male ti fa ridere. . .per dir che le bastonate non si dan nemmeno agli animali metaforicamente :lol: per il resto approvo. . .ci vuol sempre il diagolo e' fondamentale. . .
ciao Mary: lo dici tu stessa: "chi ti vuole bene ti fa piangere" è un altro modo per dire la stessa cosa...metaforicamente..:):eek:k07:
 

MaryFlowers

Fiorin Florello
:lol: :lol: si lo so . . .pero' non mi deve far piangere. . .ma deve trovar un modo e capacita' di non farmi piangere. . .ecco qualcosa di simile mi capisci cosa intendo?
 

hermioneat

Florello
Dire verità scomode, molto scomode senza far piangere o per lo meno ferire SUL MOMENTO, è alquanto difficile.
Anche perchè tante volte è proprio quella verità che non vogliamo sentirci dire. In fondo a noi stessi la conosciamo ma non vogliamo che venga portata a galla. Se un amico è vero, sincero, non ci dirà mai quello che vogliamo sentire se non corrisponde alla verità Troppa accondiscendenza può essere falsità.
Può piuttosto saper scegliere le parole adatte oppure, per carattere suo, quelle meno adatte..... esempio piccolino?
e se tu facessi.... prova, dai, chissà che... vuoi una mano?. oppure Tu devi fare (dire/cambiare....)
 

lalle

Florello
Mia sorella anni fa, rendendosi conto di un qualcosa che io, per la presbiopia che causa a volte il troppo coinvolgimento, non vedevo, con molto tatto ha "buttato lì" una considerazione, diciamo "en passant".
Io ci ho sciato, lei non ha più ripreso l'argomento ma dentro ho cominciato ad elaborare fino alla completa presa di coscienza.
Mia sorella è una donna molto intelligente ed ha capito che avevo bisogno di tempo. Le decisioni si prendono, anche, quando i tempi, che non sono per tutti uguali, sono maturi.
Far sentire anche la nostra campana ad una persona a cui teniamo può anche servire ad innescare un processo di rielaborazione personale che, col tempo, potrebbe risolvere qualche problema.
 

Olmo60

Guru Master Florello
:lol: :lol: si lo so . . .pero' non mi deve far piangere. . .ma deve trovar un modo e capacita' di non farmi piangere. . .ecco qualcosa di simile mi capisci cosa intendo?

sinceramente....no :lol::lol::martello:

Dire verità scomode, molto scomode senza far piangere o per lo meno ferire SUL MOMENTO, è alquanto difficile.
Anche perchè tante volte è proprio quella verità che non vogliamo sentirci dire. In fondo a noi stessi la conosciamo ma non vogliamo che venga portata a galla. Se un amico è vero, sincero, non ci dirà mai quello che vogliamo sentire se non corrisponde alla verità Troppa accondiscendenza può essere falsità.
Può piuttosto saper scegliere le parole adatte oppure, per carattere suo, quelle meno adatte..... esempio piccolino?
e se tu facessi.... prova, dai, chissà che... vuoi una mano?. oppure Tu devi fare (dire/cambiare....)

le parole adatte...sono il mio tallone d'Achillle: se sapessi essere, anche solo di poco, più diplomatica!!!:boh::fischio:
 

MaryFlowers

Fiorin Florello
E io meno irruente. .:lol: e meno una mina che esplode:lol: o parto come na' scheggia impazzita :lol: :lol: più riflessiva. . .e metti tante altre cose :martello: :martello: avrei vita più facile . . .e concordo quel che dice Lalle . . .alla fine quel consiglio o quel parere ti può far scattare la molla dentro e' reagire . . .ognuno ha i suoi tempi di maturazione ok. . .ma se ce qualcuno che ti apra gli occhi meglio prima. .
 
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