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Suntory Rosa Blu tra ricerca e sogno

nikonvlad

Guru Giardinauta
Replico un messaggio che avevo messo anche nel post di momoverde, lo replico perchè a ripensarci è meglio non sporcare il post della nostra nuova iscritta.
Ho raccolto qualche info sulla rosa Blu che sarà commercializzata nel 2009 in giappone dal colore Blu,(http://www.compagniadelgiardinaggio.it/rose-blu) tra le fonti articoli sulle riviste del settore a disposizione presso la nostra biblioteca di ateneo (lavoro in una università), e alcuni docenti della facoltà di Agraria che ringrazio pubblicamente per il tempo che mi hanno dedicato.
Il contenuto del messaggio non vuole essere una presa di posizione pro o contro la manipolazione genetica delle piante, ma solo lo stato dell'arte
sulla rosa blu. Fatte queste precisazioni questi sono i fatti:

La Florigene di Melbourne fondata nel 1986 collabora con l'industria di bevande Giapponese Suntory (che ha dato nome alla prima rosa Blu).
L'industria Florigene era passata alla cronaca a causa della commercializzazione dei primi garofani transgenici blu chiamati Moonshadow, Moonvista,
Moonlite, Moonshade, Moondust e Moonaqua. Questi garofani sono stati commercializzati nel lontano 1997 e ne ha venduti oltre 70 milioni.
I ricercatori si sono impegnati nel trasferire i geni capaci di sintetizzare il colore blu che in natura è nei fiordalisi e nelle petunie, ad altre
piante che riscuotono maggior successo commerciale come le rose. La cosa potrebbe sembrar facile ma non lo è, la Florigene ha fatto un approccio basato sull'enzima ricombinante della famiglia del citocromo P450, che regola la concentrazione della delfinidina, un pigmento blu-viola del gruppo delle
antocianine. Il transgene viene trasportato, insieme ad alcuni marcatori, utilizzando come veicolo un batterio che si occupa di fare il vero e proprio
ingenere genetico, il suo nome è Agrobacterium tumefaciens. Il processo è difficile, basti pensare che dal 1980 ci lavorano e nell'86 sono venuti sul
mercato i garofani e che la prima rosa "instabile" sarà commercializzata solo nel 2009. Il colore dei petali non dipende però solo dalla concentrazione
del pigmento, incidono altri fattori come :
ph dei vacuoli
presenza di flavonoidi
ioni metallici.
In altre parole, per ottenere la rosa blu bisogna deprimere vie metaboliche che sono in competizione con quella che a noi interessa e sovraesprimere le
altre, silenziando i geni scomodi e inserendo quelli utili. La Suntory avrà un colore malva-lavanda, i lavori continuano per ottenere il vero e proprio
blu. Il blu per manipolazione genetica naturale, quella per ibridazione, non è ottenibile visto che il gene chiave è assente nelle rose.
Per gli amanti del dark la rosa nera è ancora più lontana, le ricerche ci sono ma il materiale a disposizione è davvero scarso.
La manipolazione del genoma delle rose è partito dai primi ibridatori ed oggi si è spostato nei laboratori dove le regole sono dettate, come per
l'ibridazione naturale, dal mercato. Il mercato dei fiori recisi sentenzia un 50% di preferenza per rose a gambo lungo e rosso, il restante 50% per
tutto il resto dei colori e profumi. A proposito dei profumi, con i primi genomi modificati si sono ottenute rose rifiorenti ma senza profumo, adesso
sono riapparsi i profumi inserendo nel genoma un ormone gassoso, l'etilene, che serve anche alla produzione del profumo. Il profumo si era perso con i
primi miglioramenti genetici del 1900, dove il patrimonio genetico nuovo venne introdotto con la rosa lutea, privilegiata per rifiorenza e durata in
vaso. Per i profumi lavora la Nirp che effettua studi genetici per quasi tutti i produttori di rose al mondo.
Altre spinte e ricerche effettuate da società italiane e olandesi puntano verso:

- fluorescenza dei petali eccitati da luce blu grazie a una proteina presente nella medusa aequorea victoria, proteina utilizzata come marcatore e che
ha portato a risultati ottimi su margherite e genziane

- rose selezionate in base alla loro resistenza da recise

ma la spinta maggiore e la fantasia dei florovivaisti e appassionati si è dedicata a

- bioluminescenza grazie a una proteina in grado di dare una fluorescenza rossa in presenza di luce naturale

altre ricerche portano all'immunizzazione dagli afidi e alla lotta genetica alle fungine, queste ricerche sono effettuate per ridurre l'uso di
pesticidi dannosi anche alle api e di antifungini. I ricercatori sono preoccupati anche dall'evoluzione dei funghi, alcuni ceppi dell'oidio sembrano
iniziare a immunizzarsi ai solfati di rame, questo a causa dei trattamenti ripetuti che vengono fatti dai coltivatori. Sembra che la lotta agli afidi
sia più vicina da vincere rispetto a quella contro i funghi molto più versatili e difficili da colpire.

Termino con delle mie considerazioni, che sono mie e solo mie: sinceramente non pensavo esistesse un mondo simile dietro le rose e le passioni di noi
coltivatori. Non riesco a decifrare se tutto questo è positivo o negativo, nel mio cuore di appassionato immaginavo gli ibridatori inseguire i loro sogni mescolando genomi e poi ammirare sorpresi i risultati di tanto lavoro, scoprire che invece i risultati vengono mirati e regolati dalle leggi del mercato mi ha lasciato basito. Beh, forse dovevo aspettarmelo, la mia testa di informatico mi diceva che l'ibridazione a caso era inefficiente e lenta, mentre quella in provetta precisa e dai risultati più veloci, ma la parte di appassionato e sognatore volava verso il casuale modificarsi dei genomi. Prenderò, non prenderò una rosa ogm? Ma quante rose transgeniche ho e nemmeno so di avere? Sarà giusto o sbagliato avere rose transgeniche e ogm? Ma sono davvero in grado di dire se i ricercatori sono stati superficiali e non hanno valutato tutti gli impatti del caso? Anche queste creazioni entreranno a far parte della nuova bio-diversità tanto ricercata e inseguita, quindi positivo o negativo? Ridurre l'uso di pesticidi è geniale, ma cosa succederà agli afidi? Se dovessere sparire (ti prego Signore falli sparire :lol: ) quale impatto nel mondo? Mamma mia, farò mente locale e prima o poi spero di arrivare ad una risposta, adesso risponderei spinto non dalla razionalità ma dal cuore.

Scusate il messaggio decisamente lunghetto.
 
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