Non si tratterebbe di preparare bottiglie o altra trappola, ma di irrorare il prodotto come poltiglia-insetticida, solamente si distribuisce su una parte della chioma (di solito quella rivolta al sole; così come da protocolli dell'Associazione Produttori Taggiasca:
http://taggiasca.com/index.html), dunque in teoria si tratterebbe di trattamenti con minor impatto ambientale.
Ho letto poi di recenti esperienze condotte dal Dipartimento di Biotecnologie Agrarie di Firenze intese a inibire, come mezzo di controllo indiretto, i rapporti simbiotici e alimentari della mosca con i batteri del filloplano, dunque con impiego di rameici; inoltre con uso di nuovi p.a. insetticidi (spinosad).
Come ti avevo spiegato non posso intervenire con regolari trattamenti dato il contesto abitativo (un olivo ha rami che ormai stanno entranto nel mio balcone...anche se...avrei la comodità di spruzzare... dall'alto...!?!). Per contro ho recuperato quest'anno in tutto due, diconsi due di numero (solo perchè erano su un ramo a raso terra, forse troppo basso o sfuggito al bactrocero), olive sane. Persona che conosco del luogo e che fa olio pregiato in un agriturismo, quest'anno ha avuto zero produzione causa mosca.
Dunque peggio di così non può andare, anche perchè la pressione della mosca in loco, dacché ho potuto osservare (sono ormai 5 anni), non ha mai mollato di un filo. E nemmeno sono in grado di recuperare e distruggere i frutti in cui si infeudano le pupe
(le drupe sono tutte così, la foto risale a qualche settimana fa).
L'alternativa è lasciar che la natura faccia il suo corso, e gli olivi sono pur belli e ornamentali, e le olive taggiasche in salamoia le compro come ho sempre fatto.
Ciao e grazie della raccomandazione e della tua esperienza che tengo sempre in prima considerazione.