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notocactus magnificus

aristarco

Maestro Giardinauta
vorrei capire perche' i miei notocactus magnificus,dopo due anni,hanno gradualmente presentato l'annerimento di gran parte delle costolature con conseguente essiccamento di meta' di uno di essi che tra l'altro,era grosso e maestoso.
 

california

Florello Senior
ciao aristarco, benvenuto/a.
non ho proprio idea di cosa possa essere capitato alle tue parodia,.. forse un attacco fungineo?
delle foto aiuterebbero nella diagnosi.
ciao
 

aristarco

Maestro Giardinauta
funghi e marciumi

il mio astrofitum myriostigma ,nel giro di un mese(lo avevo acquistato in ottobre ),febbraio,si e' gradualmente impallidito dalla cima fino a coprirsi poi di muffa e di marciume.ora e' condannato.e' riparato sin da novembre in un seminterrato a temperatura di 9 10 gradi.innaffiatura ogni 45 giorni.cosa puo' essergli accaduto?:burningma
 

Pat

Moderatrice Globale / Sez. Piante d'Appartamento
Membro dello Staff
............ che alle cactacee in riposo non piace essere bagnate, anzi, proprio non si deve bagnarle.
 
C

Cactusini

Guest
aristarco ha scritto:
innaffiatura ogni 45 giorni.cosa puo' essergli accaduto?:burningma

Ciao Ari! :)
Se la temp. nn supera i 10° molte ciccie, in poarticolar modo la maggior parte delle cactacee possono svernare tranquillamente senza essere annaffiate, anzi farlo spesso porta a marciumi :baf:
Queste ciccie non hanno bisogno acqua in riposo vegetativo. Io al max se l'ambiente è molto secco (30% di umidità o meno) inumidisco lievemente i vasi (ovvio solo quelli che ho di coccio) dall' esterno con delle leggere nebulizzate per evitare che le radici internamente prossime al vaso secchino. Questo è il second'anno che la testo e sembra che faccia bene soprattutto per le piante in vasi non troppo grandi e che tendono naturalmente a seccarsi prima.:eek:k07:
 
Ultima modifica di un moderatore:

aristarco

Maestro Giardinauta
grazie per il contatto.ho circa 60 esemplari diversi.dopo 45 giorni alcuni si presentano rugosi come per disidratazione.altri sono in buona salute.l'astrofitum myriostigma,invece e' andato,come pure,stamani,dopo 45 giorni,un cereus etiopis ha subito marciume basale.come mai tanti comportamenti vitali o mortali diversi?
 
C

Cactusini

Guest
Per far passare un inverno tranquillo alle piante grasse basta seguire per le più poche semplici regole.

1° accertarsi attraverso siti on-line o altro, delle temperature minime sopportate dalle diverse specie. (le temp. min. sono spesso diverse e abbastanza inferiori da quelle che vengono invece considerate "medie stagionali" o "ideali" spesso riportate nei libri a larga divulgazione). In base a queste temp. si deve scegliere quali piante possono stare all'aperto ma riparate dalle intemperie, quali preferibilmente un po' più riparate, quali invece all'apeto e a prendere anche l'acqua o neve (poche) quali in casa in stanze non riscaldate a temp 8-10° quali in serra (se la si possiede:D ), quali in appartamento a temp. 18-21° ecc. ecc.

2° all'inizio dell' autunno le piante che passeranno l'inverno all'aperto o in luoghi freschi dove cesseranno di vegetare per il riposo invernale, e quindi a temp inferiori ai 10° devono ricevere innaffiature sempre più diradate fino a cessare quando le temp calano prograssivamente (non c'è una data precisa dopo di cui non bisogna più annaffiare, ma si deve tener d'acchio le temp. minime notturne, meglio cmq annaffiare + moderatamente da fine sett. a fine ott. per non ritrovarsi ad un repentino calo delle temp. ed avere una piante zuppe d'acqua). Cmq da novembre è molto probabile che le piante non abbiano più bisogno d'acqua fino alla primavera.

3° non annaffiare ne inumidire le piante in inverno, anche se sembrano averne bisogno non è così, bisogna aspettare fino a quando le temp. non sono tali da permettere la ripresa vegetativa. Quindi non farsi commuovere! :martello2

4° per chi le tiene in stanza fredda di casa, c'è chi sostiene che vadano inumidite mooolto leggermente una volta al mese o ogni due per evitare che l'aria secca delle abitazioni provochi danni alle radici più delicate, io come già detto prima mi limito a nebullizzare sul vaso di coccio per le piante che lo posseggono e lasciare tal quali quelle in vaso di plastica. Cmq qui si svia dalle note generali e si entra in prove di coltura soggettive.

5° posizionare di preferenza le piante in luogo luminoso, ma non eccessivemente soleggiate se si dispone di piccole serrette Hobbistiche, si rischierebbe di far raggiungere temp troppo elevate se queste non vengono prontamente aperte ed areate. La luce cmq non è così importante come lo è in primavera o in estate, si possono tenere quasi al buio purchè a temp basse in modo che non "filino", bisogna considerare che una volta riportate all'esterno vanno riabituate gradualmente alla luce intensa o sole diretto, rischio scottatture.

6° tenere sotto controllo il tasso di umidità, preferibili atmospere secche più che umide, cmq questo è controllabile solo se le si tengono in un locale o in una serra, all'aperto o solo potetta dalla pioggia bisognerà accontentarsi dell'umidità atmosferica presente al momento.

7° altro fattore importante è areazione, spesso se l'umidità atmosperica è elevata in inverno unita alla scarsa ventilazione favorisce la nascita di muffe :burningma
Se non si può tenere sotto controllo l'umidità bisognerebbe almeno fare in modo di areare.

Queste sono alcune regole mooolto generali per la "sopravvivenza" invernale di diverse cactacee e alcune succulente africane; si coltivano diversamente Euphorbie, molti Mesembriantemi e molte altre ancora.

Se ti sei comportato diversamente da queste regole di base, hai aumentato di sicuro la percentuale di possibili di attacchi funginei alle tue piante.
Si spiegherebbe di conseguenza il fatto che alcune siano marcite.
Cmq quello in cui si sbaglia di più se non si sta attenti è collocarle in luogo non idoneo e bagnarle quando non si dovrebbe.

Il fatto che una pianta perisca in inverno può però anche voler dire che questa gia non era in ottima salute in estate e conseguentemente in autunno, e l'inverno non ha fatto altro che aggravare una situazione di cui noi non c'èravamo ancora accorti. Questo vuol dire che cmq anche se si rispettano le regole generali per una stasi vegatativa idonea la pianta può lo stesso morire perchè poco sana o poco preparata all'inverno stesso.

Spero di esserti stato d'aiuto riguardo, considera in fine che cmq molte piante al momento dell'acquisto sembrano in ottima salute ma in seguito manifestano malattie inaspettate, o più semplicemente alcune specie sono più tolleranti di altre è più resistenti... spesso questa variabile si manifesta anche tra esemplari della stessa specie. :martello:
 

aristarco

Maestro Giardinauta
Esaustiva e completa nella sua generalita' l'esposizione.
Purtroppo,il neofita avrebbe bisogno di cognizioni piu' specifiche relative ai vari tipi di cactacee;ma tali cognizioni,
seppur ricercate in testi appropriati,non sono reperibili se non con esposizioni schematiche e similari per un certo gruppo di piante.
Suggerimenti chiesti a qualche vivaista non hanno miglior
fortuna.I preparati chimici sono ,per lo piu',dotati di componenti poco differenziabili tra loro;mentre preparati piu' specifici,indicati da alcuni testi,sono introvabili.
Per una piu' completa assimilazione dei fenomeni patologici sarebbe utile una descrizione dettagliata dei sintomi iniziali e poi evolutivi patiendi dalla pianta,diversi da tipo e tipo di Grassa e rendere possibile trovare i prodotti "farmaceutici" specifici presso i vivaisti.
Cosa ne pensate?
 

aristarco

Maestro Giardinauta
rinvasi con vecchio terriccio

pasqualeros ha scritto:
.....quest'inverno ne ho fatto una strage. quali sono le regole di base per farle sopravvivere?Bye.



Sono ancora utilizzabili i terricci vecchi di oltre un anno per i rinvasi di piante acquistate o gia' possedute da scorse stagioni?:confuso:
 

decky

Florello Senior
aristarco ha scritto:
Sono ancora utilizzabili i terricci vecchi di oltre un anno per i rinvasi di piante acquistate o gia' possedute da scorse stagioni?:confuso:
Penso proprio di no,per svariati motivi( perchè già impoveriti da altre piante, tantomeno se quei terricci sono stati precedentemente utilizzati per piante che sono poi morte),personalmente non ho nemmeno mai pensato a riutilizzare le composte.
 

aristarco

Maestro Giardinauta
Mi sono espresso male.
Intendevo riferirmi a terriccio vecchio di un anno,ma ancora
non utilizzato perche' rimasto nel sacco.
Sara' ancora buono?
 
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