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Annaffiare succulente in autunno/inverno: si-no-fino a quando?

Norael

Aspirante Giardinauta
Ciao a tutti, rispetto al precedente inverno le mie piante grasse sono aumentate di molto e ho dovuto comprare una serra. E' da un bel po' che cerco di informarmi su come curarle al meglio in autunno-inverno (d'estate è molto più semplice, luce e acqua capivo da sola e non ho causato danni!).
Più che con le minime sopportate (ho trovato un elenco con le minime, anche se non tutte le mie piante sono presenti) faccio fatica a capire ogni quanto dargli acqua e se e quando smettere. Da qualche parte ho letto che per le cactacee bisogna diradare le annaffiature a ottobre-novembre per poi smettere a dicembre. Altrove leggo che invece da autunno non devono avere più acqua.
Per non parlare poi di alcune non cactacee che invece leggo dovrebbero avere acqua raramente ma anche d'inverno. Non ci capisco più niente! Non vorrei farle marcire ma nemmeno seccare ecco! :confused:
Come vi regolate voi?
Aiutatemi per favore!
 

brandegeei

Esperto in Fitopatologie
ciao
i cacti vanno tenuti secchi a padova, senza nessuna pietà da ottobre incluso. Ogni residuo di umidità può essere fatale, già quella dell'aria a padova è alta.
Per le succulente dipende dai tipi, ma è buona norma, se non tenute in ambiente caldo di lasciarle morire di sete... :D
 

Stefano-34666

Master Florello
Ciao,

aggiungo che dipende in che condizioni climatiche le tieni.
Se sono all'aperto oppure in serra fredda devono stare a stecchetto.
Se le tieni in casa al caldo vanno bagnate ogni 30/40 giorni.

L'elenco che hai trovato tu indica le minime in condizioni di assoluta assenza di umidità.
Ossia ci sarà scritto che un echinocactus grusonii (cuscino della suocera) regge parecchi gradi sotto zero. Tutto vero se tenuto all'asciutto sia come terreno sia come umidità ambientale. Se lasciato alla pioggia o alla nebbia muore per marciume anche con minime sopra allo zero.
Questo per farti capire che è molto più pericolosa l'umidità rispetto al freddo e la loro combinazione è quasi sempre letale.

Io, a Biella, non bagno più da ottobre fino a marzo. Poi ricomincio molto lentamente in quanto la prima acqua di primavera è delicata (se non asciuga subito può causare marciumi in quanto i tessuti sono debilitati dall'inverno e dalla mancanza di sole).

Se vedi che le tue piante diventano troppo raggrinzite o asciutte nebulizza leggermente il terreno, in un giorno di sole, facendo attenzione a bagnare solo la terra e non la pianta (magari bagna la terra lungo il bordo del vaso, facendo attenzione a non bagnare il colletto della pianta).

Ste
 

Norael

Aspirante Giardinauta
Da oggi le ho messe in serra coperta con telo di plastica, e verso le 11:30-12:00 ci batte il sole. Il telo adesso è aperto e verso sera lo chiuderò.
È vero da me è umido (stamattina c'era nebbia) ma adesso c'è il sole e scalda ancora, la mia paura è che il terreno si secchi. L'ultima volta che le ho bagnate è stato circa un paio di settimane fa.
In questa situazione le cactacee non le bagno proprio più allora?

Se vi posso poi chiedere....ho un delosperma (cooperi mi hanno detto) che mi sembra stia seccando e non capisco se è lui che fa così in questo periodo o è già spacciato perché ha preso freddo e poca acqua, idem per l'aptenia cordifolia che ha alcune foglie un po' avvizzite però sta facendo ancora fiori :-(
Poi ho dubbi sulle aloe (variegata e arborescens), i sedum e la hoya carnosa.
Intanto grazie mille!
 

Stefano-34666

Master Florello
Ciao,

l'umidità ambientale si deposita sulle piante e le fa' marcire.
Per questo bisogna proteggerle dalla pioggia e dalla nebbia.
Molte piante, come detto, nei loro luoghi di origine passano le notti sotto zero. Ma l'umidità è pressoché nulla.
Fai come ti ho detto. Non bagnare a meno che non le vedi asciugarsi troppo.
Io le aloe e conservo in serra fredda (minime di 5 gradi ma locale assolutamente asciutto).
La hoya la tengo in un vano scale non riscaldato e la bagno un pochino anche in inverno (diciamo ogni mese).
Alcuni sedum vivono all'aperto tutto l'anno, sotto la neve e la pioggia. Altri stanno anche loro in serra fredda.
Anche l'aptenia io la terrei in serra fredda.
Il delosperma io ce l'ho in piena terra, prende sole neve e pioggia. In inverno diventa avvizzito e seccano i fiori vecchi. Taglio via il secco ed a primavera si riprende velocemente. Mi sembra però un po' presto per iniziare a seccare completamente. Quello puoi lasciarlo tranquillamente fuori agli agenti atmosferici.

Ste
 

Norael

Aspirante Giardinauta
Grazie mille, allora non mi farò impietosire e in caso nebulizzo le non cactacee facendo molta attenzione!
 

Stefano De C.

Florello Senior
Anche se è anche vero che i luoghi di origine delle cactacee non sempre sono così secchi in inverno, qualche precipitazione c'è (anche nevosa).
In ogni caso, anche se non fa troppo freddo, in inverno non meno di 40-50 giorni
 

MaryFlowers

Fiorin Florello
Per me questi consigli non valgono essendo nella terra anche dei fichi d' India terra del sole qui al sud .ma c'è un ma durante la mia modesta esperienza in generale su tutte le piante che vivono in serra ( che si apre per areggiare in giornate di sole in autunno e inverno) in casa o protetti al riparo fuori se gli neghiamo l' acqua per così tanto tempo li portiamo in un riposo vegetativo forzato ( dato un po come alcuni bulbose o piante rizomate si prestano anche loro andar a dormir) dato che loro continuano a crescere e addiritura qualcuno a fiorire( e quante volte e' successo anche qui di veder fioriture contro tempo? Tante. . .) darli ugualmente un po' di acqua al bisogno ogni 7 o 10 o due settimane dipende ( se dal troppo caldo regolarmente l' estate li possiam dare un goccio d' acqua ogni giorno o due o tre di ogni giorno che li gradiscono sempre le nostre succulenti appunto la loro definizioni succulenti tra le piante del mondo contengono al loro interno molto succo ) perché ( dimanda da un milione di dollari :) )farli dormire? Quante petunie e tantissime altre specie di grasse le ho negato l' acqua dimenticandome nei vasi sopratutto come si sono risecate ,ingiallite e sopratutto povarelli hanno cambiato anche color dal verde a un rosso. . .( sempre in estate) Pronti per farmi ciao ciao . . .l' acqua signori mie e' fonte di vita l' eccesso fa male ok ma anche l' eccesso di non darlo troppo tempo più che fa male li neghiamo il loro piccolo sviluppo e crescita anche se e' minima . . .ecco ho detto anche la mia con ka speranza che nello mio scrivere avete capito cosa ho voluto dir :)buona serata e a buon intenditore poche parole :eek:k07:
 
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MaryFlowers

Fiorin Florello
ciao
i cacti vanno tenuti secchi a padova, senza nessuna pietà da ottobre incluso. Ogni residuo di umidità può essere fatale, già quella dell'aria a padova è alta.
Per le succulente dipende dai tipi, ma è buona norma, se non tenute in ambiente caldo di lasciarle morire di sete... :D

Mi dispiace dal canto mio non è' così :) perché anche a Padova non avete insolitamente avvertito il gran caldo avuto? Addirittura al nord della Francia amici miei hanno detto che 40 all' ombra hanno precipito . . .questo per dir che ormai dobbiamo purtroppo entrar nell' ottica che l' effetto serra e l' inquinamento sta alterando la natura non avendo più stagioni non più stagioni e noi amanti di essa non possiamo non considerarlo l' effetto sulle nostre piante e sulla natura stessa che cominciano anche avvertir i suoi primi assaggi ( bombe d' acqua. . . Nubifragi di troppo pioggia e siccità in altre zone )
 
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brandegeei

Esperto in Fitopatologie
Ciao
che il clima possa o no cambiare a ben poca importanza sulla coltivazione, c'è sempre da tenere presente che nei luoghi di origine la popolazione fungina patogenica non è come quella esistente nei nostri luoghi. La temperatura di suo non è un fattore unico, dunque la nebulizzazione non serve ed è spesso deleteria, chi abita nel sud italia ha una umidità ben diversa e ventilazioni presenti, mentre al nord c'è umidità elevata, freddo e scarsa ventilazione asciutta. Se si deve irrigare delle succulente bisogna essere sicuri di dove vengono tenute, se sono in serra fredda meglio evitare o limitarsi a vere necessità vegetazionali. Solo le piante che hanno vegetazione invernale vanno irrigate, le altre stanno a riposo e non usano acqua e comunque sono nate apposta per resistere alla carenza idrica. Poi se si vuole rischiare, non aggiungo altro che una volta marcite sono marcite, una volta che sono appassite appena si riprenderà le irrigazioni si rigonfieranno più belle di prima.
 

MaryFlowers

Fiorin Florello
Forse noi abitanti dello ionio vicinissimo al mare abbiamo un' altra umidità e altra ventilazione con influenze africane molti presenti e' effettivamente anche da considerare come anche il tipo di terreno che nascono in pieno terra libera prevvelentamente argilloso -cretoso ove tutte le piante in estate le loro radici stanno umidi e freschi e l' inverno piogge sembra scivolar sopra ( rare le gelature e durano molto poco ). . .e' vero le spinose son piante desertiche concepite e nate così e dunque molto resistente a non aver bisogno di acqua . . .grazie per la tua spiegazione
 
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MaryFlowers

Fiorin Florello
Credo pure io idem,portamele pure a me Platyon che ti prometto che anche in inverno ti farò fare intere loro cucciolate ( figlioletti) :)
 

Platycodon

Florello
:D
Haha. Guarda, nonostante la nebbia ho comunque la fortuna che le metto tutte in casa in luogo non riscaldato, ne ho moltissime, tra succulente e cactaceae, alcune da esterno che stanno bene li e altre che ovviamente come ho detto ricovero.
Però se la cavicchiano :) Gli anni passati alcune mi morivano, ma penso fosse per il fatto che quando le trapiantavo lasciavo il pane di terra e solo poi ho scoperto il vero trapianto, e ora si sono ingrossate e hanno ripreso colore.
 
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